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5000 jeans in mostra: Don The Fuller racconta la storia del denim

Con tutta probabilità il jeans è uno dei capi d’abbigliamento più conosciuti al mondo nonché utilizzato per il lavoro, per il giorno come per le uscite serali perché, in base a ciò con cui viene abbinato, diventa un capo perfetto per quasi tutte le occasioni. Ed è in Abruzzo, per l’esattezza in Val Vibrata, soprannominata “denim-valley”, che è stato creato una sorta di “museo” del jeans. Circa 5.000 paia di jeans, rappresentanti epoche e luoghi differenti, infatti sono stati numerati e appesi uno affianco all’altro e tenuti a temperatura costante per consentirne la conservazione.

A Corropori infatti è presente la sede del marchio di jeans Don The Fuller, presentato nel gennaio 2013 al White Fashion Show Milano e che punta sull’altissima qualità del prodotto made in Italy. “Tre anni fa ci si è resi conto che non esisteva più sul mercato un jeans di altissima qualità a favore di un’offerta quasi tutta proveniente dall’est del mondo” ha spiegato Mauro Cianti, amministratore delegato di Don The Fuller.

E’ in questo luogo che, chi lavora nel mondo della moda, arriva per studiare il denim e creare un nuovo prototipo di capo. In un’enorme sala infatti i jeans sono appesi in file ordinate con dei ganci, tanto che l’area è chiamata “macelleria”; “a ogni filare” spiega Mauro Cianti “metteremo il nome delle vie della moda, come via Montenapoleone o via Condotti”.

Foto: Facebook

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