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6 novembre 2007: muore Enzo Biagi, maestro del giornalismo e della comunicazione

Enzo Biagi è nato il 9 agosto del 1920 a Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna. Giornalista e maestro della comunicazione fin dai primi anni dopo il conseguimento della tessera da professionista (ottenuta a soli 21 anni, età minima per l’iscrizione all’albo), Biagi iniziò la sua carriera a 18 anni come collaboratore de Il Resto del Carlino. A scuola fondò una piccola rivista, Il Picchio, che fu prontamente soppressa dai fascisti nonostante essa trattasse di momenti della vita scolastica.

Partecipò alla guerra partigiana combattendo nelle brigate “Giustizia e Libertà” e successivamente venne assunto da Il Resto del Carlino come inviato speciale; nel 51 aderì al Manifesto di Stoccolma contro la bomba atomica, atto che gli costò il soprannome di “comunista eversivo” e per questo fu allontanato dal giornale. Dal 52 al 60 fu direttore del settimanale gossip Epoca, che Biagi trasformò in giornale di inchieste esclusive: tra queste pubblicò anche un articolo che esprimeva contrarietà nei confronti del governo Tambroni, per cui fu costretto a dimettersi dalla direzione del giornale.

Nel 1961 fu direttore del Telegiornale, nel 62 fondò RT-Rotocalco televisivo, settimanale della tv italiana, e nel frattempo iniziò a curare la nascita del nuovo canale Rai. Dopo le sue dimissioni, avvenute nel 63, torna a La Stampa come inviato, diventa columnist de La Repubblica, del Corriere della Sera e di Panorama. Finalmente nel 68 torna in Rai, conducendo il programma “Dicono di lei“, nel 71 nasce “Terza B, facciamo l’appello” e poi “Proibito“. Il tira e molla da un giornale all’altro continua anche in questi anni, così che nel 72 fu cacciato dalla direzione de Il Resto del Carlino e iniziò la sua collaborazione con Indro Montanelli. Il suo impegno televisivo non si ferma e nel 78-80 diede vita a due inchieste di spessore,  “Douce France“, “Made in England” e delle inchieste su armi, mafia e fatti di attualità italiana.

 Nell’82 dà vita al ciclo di dossier “Questo secolo: 1943 e dintorni” seguito da “Linea Diretta” nell’85. Dal 91 al 2001 Biagi continua la sua attività giornalistica, nonostante l’età, realizzando per Rai,  “I dieci comandamenti all’italiana“, “Una storia“, “Tocca a noi“, “La lunga marcia di Mao“, “Processo al processo su tangentopoli“, “Le inchieste di Enzo Biagi“,”Il Fatto“, “Fratelli d’Italia” e “Cara Italia“. Biagi, dopo una vita passata tra inchieste e studi televisivi, morì all’età di 87 anni a causa di un edema polomare acuto. Ai suoi funerali l’affluenza fu così numerosa, che le figlie la definirono “stupefacente”.

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