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7 città dove vivere costa poco

Chi non ha mai sognato almeno una volta nella vita di mollare tutto e trasferirsi lontano, in un’altra città o in un altro paese dove vivere costa poco? Abbandonare tutto alle spalle, nel tentativo di costruirsi una vita diversa, magari con maggiori possibilità di crescita lavorativa, o semplicemente minori livelli di stress. In tanti lo pensano, ma in pochi poi hanno realmente il coraggio di lasciare le proprie piccole abitudini, i propri affetti per una speranza, un’utopia forse, di una vita migliore. Lungi da noi di Urbanpost di consigliarvi di lasciare il Belpaese (potrebbe mancarvi molto più di quel che pensate), ci limitiamo soltanto a stilare una lista delle città del mondo in cui rifugiarsi nel caso le cose dovessero prendere una brutta piega e abbiate la necessità di vivere con poco ma in luoghi che possano stimolarvi per ripartire con un nuovo entusiasmo.

1. Buenos Aires
A nostro avviso di gran lunga il miglior asilo politico per qualsiasi italiano intenda lasciarsi alle spalle un periodo difficile. La capitale argentina è una città enorme, per molti anche insicura ma la realtà delle cose è ben diversa da quella che ci si potrebbe aspettare. Buenos Aires è 1.000 città in una: la vita notturna, i ristoranti, la scena musicale, lo sport, la cultura. Tutto ci assomiglia, ma in grande. A volte anche in meglio. Intanto il problema della lingua e dell’ambientamento si bypassa facilmente essendo lo spagnolo una lingua molto simile alla nostra tanto più in Argentina, dove accento e influenza fonetica degli avi italiani rendono la parlata comune di facile comprensione. E il primo scoglio è così presto superato. Rispetto alle opportunità di fare carriera o di fare investimenti, bhé quello scordatevelo. Gli stipendi medi sono più bassi dei nostri e sebbene la disoccupazione sia in costante discesa, la presenza di una comunità italiana ben radicata toglie parecchie possibilità a chi si avventura per la prima volta nella capitale argentina. Insomma non sarete gli unici, ma questo può essere un vantaggio in termini di contatti e relazioni. Quello che dovrebbero fare i più è recarsi nella città argentina nel momento in cui si ha modo di lavorare da casa o se si ha la fortuna di avere una rendita in Italia. Lavorare per l’Italia e risiedere a Buenos Aires è il miglior modo per godersi appieno la vita di una città straordinaria per calore della gente e possibilità di divertimenti. Buenos Aires ha un cuore pulsante che non smette mai di battere, e il fatto che la popolazione sia generalmente molto più giovane delle medie italiane si traduce in mille occasioni non solo di fare festa ma anche di ascoltare buona musica, o di passare una serata a “grigliare” un bel “bife” su una delle migliaia di terrazze che si aprono sotto l’immenso cielo di una città unica. Rispetto al costo della vita, le differenze con l’Italia sono sostanziali: tutti i beni di prima necessità costano decisamente meno, e anche gli affitti sono almeno del 30% più bassi di quelli delle maggiori città italiane. L’unica vera pecca è la difficoltà che ci si presenta nel momento in cui volessimo o comprare casa o dare avvio a una nuova attività in loco. L’elevato tasso di burocratizzazione è un freno per gli investimenti stranieri, ma al tempo stesso una tutela irrinunciabile per la popolazione locale che altrimenti si troverebbe letteralmente invasa da multinazionali americane e non. Quindi non vi recate a Buenos Aires con l’idea di fare affari, cosa molto difficile, ma semplicemente col pensiero di godervi una vita sana, meno stressante e sicuramente meno cara di quella alla quale siamo abituati nella nostra Bella Italia.

2. Varsavia
Ben altri motivi potrebbero spingervi nella capitale polacca. Il costo della vita rispetto alle grandi città italiane è praticamente dimezzato: affitti, beni di prima necessità, alimentari e divertimenti costano praticamente nulla. L’esempio più palese è quello del carrello della spesa al supermercato. Mentre nei grandi centri italiani con l’equivalente di 20-30 euro, spesso hai fatto provviste per 2 massimo 3 giorni, a Varsavia con 120 zloty (la moneta locale) puoi tranquillamente campare una settimana senza stringere necessariamente la cinghia. Magari il tutto va a parziale discapito della qualità degli alimenti, ma rispetto a dieci anni fa la Polonia è sempre più al centro del mondo della grande distribuzione, che ha portato a un contenimento dei prezzi e a un allargamento dei prodotti venduti. Inoltre Varsavia, assieme a poche altre realtà dell’Est europeo rappresenta ancora un centro in espansione economica: la città è in continuo cambiamento e nel centro cittadino la comunità italiana sta proliferando, ingigantendo il proprio volume di affari. Sempre più ristoranti italiani stanno spuntando nelle zone semicentrali della città e molte ditte italiane stanno delocalizzando in una città che offre ogni tipo di servizi a prezzi davvero molto competitivi. Magari nei lunghi inverni sarà una città dura e non proprio vivacissima ma come esplode la primavera la città fiorisce e il costo basso della vita consente anche a chi non guadagna molto di concedersi dei lussi che in Italia ormai non ci possiamo più permettere. Se poi per caso avete problemi nel trovare lavoro in Italia, un consiglio molto semplice: fate le valigie, per un italiano a Varsavia trovare lavoro è molto più facile che in molte altre capitali europee.

3. Sofia
Restando ad Est entra di diritto nella nostra classifica delle città più economiche del mondo la capitale della Bulgaria. Sofia, a detta di molti, è in assoluto la città meno cara di Europa. Il cambio della moneta locale è di 2 Lev per un euro. Gli stipendi sono tra i più bassi di Europa: la media nazionale fino a un anno fa era sui 600 Lev al mese, convertibili in 300 euro. Con stipendi così bassi, è più che normale che i prezzi dei beni al consumo siano altrettanto contenuti. Con delle piccole eccezioni, però. Se alimentari, bibite, alcolici, sigarette e benzina costano praticamente la metà se non di meno rispetto alle maggiori città italiane, d’altro canto gli affitti nelle zone centrali e semicentrali della capitale non sono così contenuti. Questo a causa di una elevata speculazione finanziaria ed edilizia che ha di fatto impoverito ulteriormente le classi medio-basse, andando ad arricchire gli speculatori. In ogni caso sebbene Sofia non rappresenti certo nell’immaginario collettivo una meta particolarmente attraente, resta il fatto che sempre più pensionati stanno pensando di trasferirvisi in quanto i servizi sanitari e le cure mediche costano spesso un quarto di quanto costerebbero in Itala. In sostanza a Sofia con 600 euro mensili si è praticamente benestanti, e questo non è un brutto viatico.

4. Atene
La crisi economica che ha violentemente colpito la Grecia negli ultimi anni ha fatto crollare i salari e sebbene il costo della vita non si sia abbassato proporzionalmente, Atene rappresenta forse la migliore scelta per vivere se si raffrontano svariati parametri. Il costo di un affitto nelle zone centrali è davvero basso (si può spendere anche solo 400 euro per un bilocale con cucina a parte) rispetto alle medie europee, la città gode di un clima eccezionale (da non trascurare si risparmia su riscaldamento, luce e gas) è vivace, piena di avvenimenti culturali e soprattutto ha una storia che la rende affascinante. Non ideale probabilmente per persone troppo con la puzza sotto il naso, essendo spesso sporca e poco curata, Atene offre a chi vi abita tutte le sue contraddizioni e a mio avviso è di gran lunga una delle città più giovani e intense di Europa. La cosa che stupisce è il fatto che anche i quartieri centrali della città abbiano mantenuto una forte anima popolare; solo lungo i crinali della collina di Lycabettus si ha un vero e proprio quartiere residenziale, ma attorno alla zona dell’Acropoli molte case sono rimaste come erano 20-30 anni fa. Questo fa si che i prezzi degli immobili siano rimasti sostanzialmente bassi. L’unica cosa che stride in una città che ha conservato una forte anima solidale, e nella quale girare in taxi costa un quarto che da noi sono i prezzi dei trasporti pubblici: treni, metropolitana e autobus hanno dei costi davvero sproporzionati rispetto alla qualità del servizio. Ma questo è uno scotto che si paga volentieri al fine di godersi tutte le qualità di una città confusa, caotica, trasandata nella sua illuminata immensità.

5. Budapest
Rimanendo in terra europea ecco che nella classifica delle città meno care spunta una grande decaduta, vale a dire Budapest. Una città fantastica dal punto di vista architettonico ma che col passare degli anni sta perdendo il suo smalto. Questo però non deve assolutamente dissuadere  coloro che per diversi motivi dovessero decidere di trasferirvisi. Budapest è una città completa e alla portata di tutte le tasche: offre un grande assortimento di scuole, università, circoli letterari e teatrali. Certo, da un punto di vista di divertimento qualcosa lo si lascia, ma la vita rispetto all’Italia costa molto meno. Basti pensare che una birra media in un pub del centro non costa più dell’equivalente di 2 euro, o che anche andando nei migliori ristoranti tipici la spesa per persona non supera i 15 euro. Insomma, per quello cui siamo abituati praticamente nulla. Rispetto agli affitti, invece, il discorso si fa complicato: paradossalmente nella capitale magiara conviene molto più comprare una casa che non affittarla, essendo gli affitti equiparabili ai nostri, mentre il prezzo di vendita di una casa è molto più basso. In ogni caso trasferirsi in Ungheria senza un contatto lavorativo può rivelarsi molto complicato, soprattutto per quanto riguarda il problema linguistico: l’ungherese è una delle lingue più assurde e strampalate al mondo e l’inglese sebbene sia parlato da larga parte della popolazione “giovane” non è poi così diffuso come in altre zone dell’Europa orientale. Inoltre i recenti scoppi di moti nazionalistici non ne fanno certo un paese particolarmente ospitale, ma se si vuole spendere poco o nulla per vivere bisogna pur scendere a qualche compromesso.

6. Salvador de Bahia
Non è una capitale nel senso stretto del termine, ma dopo tante città europee ci sembra che un tuffo nell’oceano atlantico non possa far altro che ritemprarci dopo tanto freddo sia climatico che affettivo. Salvador è di gran lunga la città del Brasile con più storia, essendone stata la prima capitale ai tempi dell’indipendenza. E nonostante la crisi che sta attraversando il Brasile negli ultimi mesi è sicuramente uno dei posti che per qualità della vita e costo può essere tranquillamente presente in questa speciale classifica. Ovvio che alcuni beni siano molto più costosi che altrove e che alcune regole, come le leggi sulla residenza limitino nella concretezza la possibilità di andarvi ad abitare in pianta stabile ma d’altro canto trovare una scappatoia dove sembra che le regole ci siano da freno è una prerogativa di noi italiani, quindi perché non tentare? La città è una delle uniche metropoli al mondo nelle quali sia possibile condurre una vera e propria vita da spiaggia: il sole tra l’altro tramonta proprio sul livello del mare, cosa non facile nel paese verdeoro dove spesso il sole cala sulla terra e non sul mare come immagini da cartolina vorrebbero. La città segue impunemente i ritmi del sole e del mare, tutto è movimento nelle ore in cui il caldo scema, mentre tutto è fermo e rilassato nelle ore di piena calura. Rispetto ai costi della vita il discorso si fa complesso. Per un turista sembra il paese dei balocchi: gli hotel, i ristoranti, i trasporti pubblici, gli avvenimenti culturali, i souvenir e i prodotti tipici costano davvero pochissimo. E questo invoglia chiunque ci sia stato almeno una volta nella vita a tornarvi appena possibile. Ma viverci è ben altra cosa, poiché i costi relativi all’acquisto di un immobile, gli affitti e le spese sanitarie sono su livelli accessibili solo a persone particolarmente abbienti. In ogni caso una spruzzata di esotismo ci stava, e se volete semplicemente fare di Salvador il vostro avamposto in America Latina potete sicuramente farci più di un pensiero. Boa vida.

7. Bangkok
Chiudiamo questo viaggio nelle città economicamente più convenienti del globo con una scelta abbastanza scontata: Bangkok. La capitale della Thailandia rappresenta una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo: sono oltre dodici milioni all’anno i visitatori che si recano a Bangkok sia per sostare qualche giorno in vista del trasferimento nelle spiagge vicine sia per conoscere al meglio una cultura completamente diversa dalla nostra. E sono ormai centinaia di migliaia i cittadini stranieri residenti ufficialmente nella città che non dorme mai. Tantissimi impiegati nelle ditte di elettronica o nel settore terziario e della “new economy” stanno tastando sulla loro pelle quanto sia stimolante, coinvolgente e soprattutto conveniente vivere a Bangkok. Il costo della vita per un cittadino straniero è davvero basso: gli stipendi degli “occidentali” sono mediamente tre volte più alti della popolazione residente e questo rende la città particolarmente vantaggiosa sotto tutti i punti di vista. Dal cibo, ai prodotti tipici passando per gli affitti e una cena al ristorante, tutto a Bangkok è alla portata delle tasche di coloro che hanno avuto il coraggio o l’opportunità di costruirsi una vita in un paese ricco di cultura, tradizione ma anche molto lontano dalla propria terra di origine sia geograficamente che spiritualmente. Ma la vita, si sa, premia gli audaci.

In apertura: Budapest – INTERPIXELS/Shutterstock.com

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