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7 cose che solo un viaggiatore incallito può capire

Un viaggiatore incallito è un cittadino del mondo al quale ogni luogo che non sia “la prossima destinazione” sta stretto: il paesino, le strade di sempre, il supermercato, i soliti tragitti e qualunque cosa abbia a che fare con la routine quotidiana è una gabbia dalla quale si sente la necessità di fuggire, perché là fuori c’è un’altra avventura da vivere. Ogni viaggiatore deve quindi fare i conti con cose che gli altri non possono capire, problemi che gli altri non vivono e frasi che è stanco di sentirsi dire.

La solitudine è un’opportunità: tanto per cominciare, un viaggiatore non teme i viaggi in solitaria. Sempre più spesso, si legge di persone che viaggiano da sole e lo fanno a piedi, con i mezzi pubblici, spostandosi col motorino da un posto all’altro. L’importante è vivere il momento e farlo da soli vuol dire essere davvero liberi di cambiare meta all’ultimo secondo, decidere di fermarsi un giorno in più in quella città che ha regalato così tante emozioni da non voler andare via. Viaggiare da soli vuol dire non avere limiti di alcun tipo.

Con uno zaino in spalla si può andare ovunque: il minimo indispensabile è davvero il minimo indispensabile. Chi ama viaggiare, vuoi per risparmiare sui bagagli, vuoi perché ha la necessità di stare comodo mentre cammina e visita ogni località interessante, ha imparato a portare con sé solo i beni di prima necessità e riesce perfettamente a trascorrere giorni, settimane e mesi senza sentire il bisogno del superfluo.

I viaggiatori non sono ricchi, non necessariamente: “Beato te che te lo puoi permettere” è una classica frase da non dire mai ad un viaggiatore incallito. Pur di non dover restare a casa, un viaggiatore è disposto a risparmiare su qualunque altra cosa. Per chi ama viaggiare, molto spesso, non esistono gli hotel ma gli ostelli, qualunque altra sistemazione sicura trovata all’ultimo minuto e persino un posto in cui piazzare la tenda.

Chi ama viaggiare lavora e non tutti i viaggiatori sono travel blogger: gli autisti di autobus, le insegnanti, i medici, i camerieri, gli inservienti e chi più ne ha più ne metta, sono tutti possibili viaggiatori. I meno fortunati hanno due settimane di ferie all’anno, più i giorni liberi durante la settimana. Organizzandosi in anticipo, si può viaggiare tranquillamente. Ovviamente, in questi casi, non è possibile fare il giro del mondo in un anno.

I piedi che fanno male, ma la voglia di non fermarsi: la stanchezza non è un ostacolo insormontabile, non quando c’è una nuova meta da raggiungere. Girare per una città o una località a piedi è molto spesso l’unico modo possibile per non perdersi neanche un angolo. Nonostante i piedi che fanno male e l’inevitabile stanchezza, è difficile per un viaggiatore arrendersi all’idea che forse è il caso di fermarsi un attimo.

Il tempo passa troppo velocemente e le giornate durano poco: non è mai abbastanza il tempo a disposizione per fare tutto ciò che si vorrebbe. Non appena si conclude un’avventura, infatti, ce n’è un’altra pronta per essere vissuta. Quando si sta bene, però, il tempo trascorre inesorabilmente e in men che non si dica è tempo di dire “Addio” o “Arrivederci” al posto che ci si lascia alle spalle.

Le amicizie che nascono in viaggio sono davvero eccezionali: lungo il cammino si incontrano persone interessanti con le quali si condividono molte più cose di quelle che si è soliti avere in comune con gli amici di sempre, viaggiare è una di queste. Si muovono insieme gli stessi passi e si condividono le stesse emozioni, fino a che non è tempo di salutarsi. In quel momento, è come lasciare andare una persona che sembra che si conosca da una vita.

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