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Josef Mengele, sono passati 36 anni dalla scomparsa in Brasile dell’ angelo della morte

Sono passati 36 anni dalla morte di Josef Mengele, una delle peggiori menti che la storia umana abbia mai conosciuto. Nato a Gunzburg, in Baviera, nel 1911 si trasferisce a Monaco per proseguire i suoi studi, qui entra a contatto e si innamora delle idee nazionalsocialiste di Rosenberg e si entusiasma per i primi discorsi di Adolf Hitler. Allo scoppio della guerra, il 1° settembre 1939, Mengele partì volontario per il fronte orientale, ma 3 anni più tardi fu costretto a ritirarsi dai combattimenti a causa di una grave ferita subita in un combattimento contro i russi. Tornato a Berlino si rimise in contatto con il suo mentore, conosciuto durante l’esperienza a Francoforte, Otmar von Verschuer. Da questo momento inizia la storia dell’Angelo della Morte.  

Mengele accetta la proposta di von Verschuer di seguirlo nei suoi esperimenti ad Auschwitz, data la “miniera di risorse umane” che era a disposizione nel campo. Mengele si faceva chiamare “zio” dai bambini del campo e lui li chiamava “le mie cavie”. Le sue cavie preferite erano i gemelli che dovevano essere curati e alimentati allo stesso modo, dovevano morire in buone condizioni, ma soprattutto nello stesso istante; passava ore e ore a scrutare il corpo dei gemelli per cercare di svelare il segreto della razza, per poi ucciderli con una puntura di cloroformio dritta al cuore. “Ogni madre ariana, con un parto gemellare, potrà fornire un individuo in più alla razza la cui vocazione era quella di dominare le altre”. 

Ma gli esperimenti del “dottor Morte” riguardavano anche i nani e gli zingari, ritenuti particolarmente allettanti quando erano affetti da un particolare tumore della pelle: il noma. Accuratamente analizzato da Mengele in ogni fase del decorso. Ma il suo esperimento più cruento fu quello sui 20 bambini, 10 maschi e 10 femmine, infettati appositamente con i bacilli della tubercolosi. Il motivo? Bisognava raccogliere gli anticorpi e preparare il vaccino, servivano delle cavie. Ma il programma fu interrotto con un ordine urgente da Berlino e i bambini furono brutalmente impiccati in una scuola di Amburgo. Questo era il primo segnale dell’imminente sconfitta della Germania. Riguardo a Mengele ci sono diverse versioni sulla sua vita post seconda guerra mondiale, quel che è certo è che fuggito in Sud America e nonostante fosse inseguito dal Mossad e da altri servizi segreti riuscì a vivere fino al 1979, quando fu colpito da un attacco di cuore a Bertioga, in Brasile, mentre nuotava nell’Oceano Atlantico a pochi metri dalla riva.                                           

 

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