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7 maggio 1824 accadde oggi: viene completata la Nona Sinfonia inno alla gioia di Beethoven

Il mese di maggio è ricco di eventi da ricordare ma tra i più importanti da citare c’è, senza ombra di dubbio, la Nona Sinfonia di Ludwing van Beethoven, conosciuta anche con il titolo di “Nona Sinfonia inno alla gioia”: eseguita per la prima volta il 7 maggio del 1824 al “Theater am Karntnertor” di Vienna con Beethoven ormai completamente sordo e realizzata con la collaborazione di Caroline Unger al “contralto” e Anton Haizinger in qualità di tenore. L’opera numero 125, realizzata tra il 1822 e il 1824 è una delle più riuscite e conosciute in tutto il mondo tanto da diventare, nel 2001, “patrimonio dell’UNESCO” come Memoria del Mondo venendo attribuita alla Germania.

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La “Nona Sinfonia” di Beethoven è un inno “alla gioia” proprio per la presenza di una parte corale in cui si eseguono i brani dell’ode “An Die Freude” di Friedrich Schiller ed è collocata nel quarto e ultimo movimento dopo i primi tre che, invece, risultano essere solo sinfonici. Quattro sono i cantanti solisti che hanno contribuito alla realizzazione della Nona sinfonia di Beethoven e, non a caso, data l’importanza dell’opera, l’ultima parte della composizione è dal 1972 Inno dell’Unione Europea. Come dicevamo in apertura, l’opera numero 125, eseguita per la prima volta a Vienna il 7 maggio del 1824, risulta essere l’ultima del maestro Beethoven poiché ormai completamente privo di udito: si narra, a tal proposito, che a conclusione della prima fase della Nona Sinfonia inno alla Gioia, il compositore venne fatto girare dagli altri artisti presenti sul palco per fargli ammirare l’incredibile standig-ovation riservatagli dal Teatro di Vienna.

La “Nona Sinfonia” di Beethoven si è composta di un ottavino, presente solo nel quarto movimento oltre a due flauti, oboi, clarinetti e controfagotto per quanto riguarda i Legni; si è avvalso, inoltre, della presenza di quattro solisti di cui un soprano, un contralto, un tenore oltre al baritono e al coro mentre alle percussioni la “Nona Sinfonia” ha preso forma grazie all’utilizzo di timpani, grancassa, triangolo e piatti. Il suono di violini, viole, violoncelli e contrabbassi ha dato quel tocco di magia insieme ai cori, trombe e tromboni.

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