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7 marzo 1933, nasce il Monopoli: ecco le curiosità più incredibili del gioco da tavolo

Chi non ha mai giocato (e perso) a Monopoli? È praticamente impossibile imbattersi in qualcuno che almeno una volta nella vita non si sia cimentato nelle compravendite – ora vincenti, ora fallimentari – che il famoso gioco da tavolo impone. 82 anni di successi, dovuti probabilmente alla capacità tutta economica del noto tabellone di “rinviare” alla dura realtà dei conti quotidiani, senza, tuttavia, privare i giocatori di un sogno: quello di riuscire prima o poi a diventare monopolisti.

Per festeggiare il compleanno del Monopoly, UrbanPost ha pensato di passare in rassegna le tante curiosità e stranezze che hanno contribuito a scriverne la fama: eccole qua.

– La storia vuole che la prima versione del Monopoly sia stata “partorita” il 7 marzo del 1933 da Charles B. Darrow, ingegnere disoccupato di Germantown, in Pennsylvania (versione che, tra l’altro, fu severamente bocciata dalla Parker Brothers, che non volle commercializzarlo lamentando ben 50 errori). Ma Darrow non si diede per vinto e avvalendosi dell’aiuto di un amico riuscì a produrlo da solo e venderne le prime 5.000 copie, facendo cambiare idea nel giro di breve tempo anche alla Parker Brothers. Secondo numerose fonti, tuttavia, il vero inventore del Monopoly non sarebbe stato Mister Darrow, ma bensì Elizabeth Magie, la proselita dell’economista Henry George che per insegnare la teoria economica dell’imposta unica si sarebbe avvalsa di questo tabellone come strumento didattico fin dal 1903.

– Quando il gioco venne introdotto in Italia dalla Mondadori nel 1935, fu italianizzato e “ripulito” da tutte le influenze anglofone: il regime fascista volle che la “y” del nome fosse sostituita dalla “i”, e i nomi delle strade di New York e Londra convertiti in quelli di Milano. Dal 2009, tuttavia, le Edizioni Hasbro ricominciano a riportare sulla confezione del gioco da tavolo il nome originale, ovvero Monopoly.

– Per lungo tempo il Monopoli è stato considerato un simbolo del capitalismo, motivo per cui Fidel Castro fece sparire dalla circolazione tutte le scatole da gioco.

– L’intelligence britannica riuscì a trasformare il gioco in uno strumento per evadere dal carcere. Dal momento che la convenzione di Ginevra permetteva l’invio di giochi e di passatempi ai prigionieri, gli “strateghi” inglesi riuscirono a far pervenire ai detenuti una versione rivisitata del gioco, con tanto di bussole, mappe e soldi veri: una trovata geniale, che permise a 35mila di loro di evadere.

– Per anno i segnalini della versione americana sono stati rappresentati da questi oggetti: automobile, ditale, borsetta, cappello a cilindro, stivaletto, cavallo a dondolo, cannone, ferro da stiro, lanterna, nave da guerra.Ma il popolo di Facebook, con acclamazione popolare, ha voluto che il ferro da stiro fosse sostituito da un gattino, che attualmente ne occupa il posto.

La partita più lunga della storia del Monopoli? E’ durata 1.680 ore, ovvero 70 giorni. La più corta? Senz’altro una di quelle giocate con la versione “Monopoly Express”: in questo caso il divertimento è garantito per 20 minuti, l’ideale per chi ha i minuti contati. Ma c’è anche il Monopoli..famolo strano: c’è chi ha giocato per 36 ore a testa in giù, 99 ore nella vasca da bagno, 240 ore dentro a un ascensore in movimento.

– Il Monopoli più grande al mondo è stato costruito a Sidney per festeggiare i 70 anni del gioco da tavolo: la sua estensione è di 440 metri quadrati.

– Infinite sono le versioni del gioco: da quella dedicata a Tutankhamon per appassionati di egittologia all’edizione speciale pensata per ricordare le Olimpiadi di Londra del 2012. La versione più costosa del gioco? Vale 2 milioni di euro ed è stata congegnata dal gioielliere Sidney Mobell di San Francisco: il tabellone è in oro, case e alberghi di rubini, i dadi fatti di diamanti grezzi. Questo sì che è un monopolista!

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