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7 Minuti film: le donne di Michele Placido tra dignità personale e tutela del posto di lavoro

Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2016, arriva oggi, 3 novembre, nelle sale cinematografiche italiane l’ultimo lavoro di Michele Placido, da titolo “7 Minuti“; un cast ricco e vario che va da Fiorella Mannoia a Maria Nazionale passando per attrici come Ambra Angiolini, Violante Placido e Cristiana Capotondi. La particolarità di questo film è che, come molti negli ultimi anni, è tratto da una storia vera; si tratta di un film che mai come oggi tratta un tema fondamentale, il lavoro femminile, la sua precarietà, le sue disuguaglianze e le sue difficoltà. Cosa dovranno affrontare le undici donne lavoratrici del film di Michele Placido?

Il celebre regista ha tratto il suo film direttamente dall’opera teatrale di Stefano Massini e diretta da Alessandro Gassman i quali si erano però a loro volta ispirati ad una storia vera accaduta in una fabbrica femminile a Yssingeaux, in Francia. La sinossi di “7 Minuti” racconta la vendita da parte dei proprietari di un’azienda tessile italiana ad una multinazionale. Sembra che non siano previsti licenziamenti, operaie e impiegate possono tirare un sospiro di sollievo ma c’è una “piccola” clausola nel nuovo accordo di lavoro che la proprietà vuole far firmare al consiglio di fabbrica. Le undici donne protagoniste in poche ore dovranno decidere non solo il proprio destino ma anche quello delle trecento colleghe che aspettano il verdetto fuori dall’azienda.

=> Donne e diritti: qual è la situazione italiana?

La clausola del nuovo accordo di lavoro sulla quale le operaie sono chiamate a decidere è una diminuzione della pausa pranzo di 7 minuti, quelli del titolo del film di Michele Placido; una richiesta all’apparenza minima di fronte al rischio di perdere il proprio lavoro ma che apre un lungo e rabbioso dibattito su fino a che punto si è disposti ad arrivare per proteggere il proprio posto di lavoro: un ricatto o una proposta sensata? In questo contesto tutto al femminile non solo si affrontano con brutalità le difficoltà e i ricatti alle quali sono sottoposte le donne per lavorare (dalla differenza di paga al pari di mansioni lavorative con gli uomini fino alle clausole di impegno a non restare incinta) ma anche le storie di undici personalità diverse con un unico obiettivo: mantenere il proprio posto di lavoro. “Noi donne per prime dobbiamo riconoscere il nostro valore, altrimenti diventa più facile calpestarci” commenta la tematica del film Violante Placido a IoDonna.it alla quale segue sugli stessi toni Cristiana Capotondi: “In un’ipotetica versione maschile, questo sarebbe stato un film sui massimi sistemi, ma il fatto che le protagoniste siano donne rende tutto più concreto. Le donne sono pragmatiche, alle operaie del film è subito chiaro che la priorità è difendere la famiglia”.

Foto: pagina Facebook “7 Minuti”

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