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9 luglio 2006: a Berlino l’Italia sale sul tetto del Mondo

Sono passati 9 anni da quella magica notte di Berlino del 9 luglio 2006. Ma nessun italiano che ama il calcio, o che segue la Nazionale solo in occasione dei Mondiali, non ha dimenticato neanche un istante della meravigliosa cavalcata dei ragazzi di Marcello Lippi, terminata con l’insperata vittoria della quarta Coppa del Mondo. Il gioco del calcio può essere considerato lo sport più bello del mondo perché segue una sua logica tutta particolare. Ecco, quel Mondiale per l’Italia comincia nel peggiore dei modi. Scandalo Calciopoli, Nazionale sotto attacco di stampa e tifosi. Ma è proprio in quel momento che l’Italia, sotto la guida di un condottiero eccezionale come Marcello Lippi, ha costruito il suo trionfo.

Il merito di Lippi è stato proprio quello di costruire un gruppo ermetico, capace di chiudersi a riccio e di arrivare a Berlino con un’enorme voglia di riscatto. Partita dopo partita, vittoria dopo vittoria il sogno dei ragazzi di Lippi diventava realtà. Ghana, Usa e Repubblica Ceca sono le avversarie del girone e, contrariarmente alla tradizione, gli Azzurri totalizzano 7 punti. L’ottavo di finale contro l’Australia e l’emblema della combattività e della voglia di non arrendersi mai (nonchè della fortuna) di quella splendida Nazionale. L’abilità dell’Italia è stata anche quella di sfruttare il tabellone agevole, dopo l’Australia infatti ci fu l’Ucraina, liquidata con un 3 a 0 senza storia.

Poi si arriva a Dortmund, contro la Germania. Fu quella la partita nella quale l’Italia di Lippi capì di poter vincere quella coppa del Mondo. E poi arriva il 9 luglio, si gioca a Berlino. Uno stadio e un giorno che entreranno per sempre nella storia. Della partita non ci si ricorda granché, soltanto alcuni flashback. Il rigore di Zidane, il pareggio di Materazzi, la traversa di Toni, la grande paura di perdere, il miracolo di Buffon su Zidane e poi la testata dello stesso Zizou. E poi i rigori: i francesi sono scossi per l’espulsione del loro uomo simbolo, agli Azzuri invece gli si può leggere negli occhi che quel rigore non lo sbaglieranno. E così è stato, Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso calciano dei rigori perfetti. Per la prima volta i rigori non ci arrecano delusioni. Capitan Cannavaro può così alzare al cielo la quarta Coppa del Mondo, proprio in faccia ai francesi che ci avevano eliminato nel mondiale del ’98 e soffiato l’Europeo del 2000 grazie a quel Trezeguet che nella notte del 9 luglio calciò il suo rigore sulla traversa.

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