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9 luglio 2006: Italia campione del Mondo a Berlino, i protagonisti del trionfo

Vi abbiamo raccontato dell’incredibile cavalcata che ormai nove anni fa, il 9 luglio 2006, portò l’Italia allenata allora da Marcello Lippi ad alzare nel cielo di Berlino la Coppa del Mondo; ora però vorremmo andare più a fondo, analizzando chi furono i protagonisti di quella Nazionale che tornò a vincere un Mondiale di calcio dopo anni di digiuno. Eccoli qui di seguito:

Gianluigi Buffon (Juventus): tra gli eroi del Mondiale, il portierone azzurro rappresentò una vera e propria saracinesca per gli Azzurri, con gli avversari che ogni volta si trovavano davanti un muro insormontabile.

Angelo Peruzzi (Lazio): degno finale per la carriera di uno degli estremi difensori più solidi del nostro campionato, per lui nessuna presenza ma la possibilità di dire io c’ero.

Marco Amelia (Livorno): portiere all’epoca in rampa di lancio, considerato un ottimo prospetto. Era il terzo dietro due mostri sacri.

Gianluca Zambrotta (Juventus): un cursore instancabile, sempre ovunque e pronto a sgroppare sulla fascia. Una sicurezza.

Cristian Zaccardo (Palermo): nell’immaginario di tutti rimane l’autore dell’autogol che pareggio i conti nel secondo match della fase a girone contro gli USA.

Andrea Barzagli (Palermo): lontano parente del roccioso difensore che guida la difesa della Juventus, per lui qualche presenza approfittando dell’infortunio di Nesta e della squalifica di Materazzi.

Massimo Oddo (Lazio): grande esperienza per il terzino che all’epoca militava tra le fila dei biancocelesti.

Alessandro Nesta (Milan): uno dei difensori più forti che allora erano in circolazione, fermato da un infortunio non ha potuto essere in campo nella finale di Berlino.

Marco Materazzi (Inter): incubo di tutti i francesi, fu il suo Mondiale. Gol di testa in finale e provocazione che ha portato all’ormai celebre testata di Zidane.

Fabio Cannavaro (Juventus): il capitano, una leggenda. Grazie alla Coppa vinta a Berlino avrebbe ottenuto a distanza di mesi anche il Pallone d’Oro, semplicemente insormontabile.

Fabio Grosso (Palermo): la più bella sorpresa del Mondiale di Germania, una spina nel fianco di ogni difesa. Se andammo in finale fu merito del suo gran gol contro i tedeschi. Autore anche dell’ultimo rigore a Berlino. Giocò il Mondiale perfetto.

Simone Barone (Palermo): gregario silenzioso in un centrocampo di stelle, si è sempre fatto trovare pronto.

Daniele De Rossi (Roma): ha voluto complicarsi la vita con l’espulsione contro gli USA che l’ha tenuto fuori per quasi tutto il corso della competizione.

Andrea Pirlo (Milan): cervello e motore di quella Nazionale, suo il primo gol degli Azzurri nella competizione.

Simone Perrotta (Roma): un altro campione che mise sudore e fatica al servizio della squadra. Forse uno degli anni migliori della sua carriera.

Mauro German Camoranesi (Juventus): instancabile lottatore, un uomo ovunque del centrocampo di Marcello Lippi.

Gennaro Ivan Gattuso (Milan): un gladiatore, semplicemente perfetto. La sua grinta fu uno dei fattori che trascinò gli Azzurri in finale.

Francesco Totti (Roma): ultima apparizione per il capitano della Roma in Nazionale e trionfo Mondiale, l’uomo che manca alla squadra di Conte ora. Sempre in grado di rompere gli equilibri, decisivo il suo rigore contro l’Australia.

Vincenzo Iaquinta (Udinese): unico giocatore dei friulani a quel Mondiale, si fece trovare pronto quando fu chiamato in causa, dimostrando di essere un attaccante vero.

Filippo Inzaghi (Milan): l’essenza dell’attaccante racchiusa in un solo uomo. Opportunismo e cinismo per SuperPippo che contro la Repubblica Ceca di regalò una perla con dribbling al portiere che ancora ci fa stare col fiato sospeso.

Alberto Gilardino (Milan): il Violino di Biella era in un momento di grande forma, dopo le strabilianti stagioni di Parma. Suo il gol del momentaneo vantaggio contro gli USA.

Alessandro Del Piero (Juventus): accetta di non essere titolare e parte per la Germania consapevole di dover sfruttare al meglio le occasioni. Lo fa in semifinale chiudendo i conti e proiettando gli Azzurri alla finalissima di Berlino.

Luca Toni (Fiorentina): capocannoniere in campionato, attaccante boa in grado di proteggere palla in modo esemplare. Spina nel fianco delle difese, un valore aggiunto per gli azzurri.

 

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