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9 novembre 1987, l’Italia dice no al Nucleare: il referendum boccia le centrali nel Paese

La storia dell’energia nucleare in Italia ha, nel 9 novembre 1987, la sua data fondamentale: proprio 29 anni fa infatti gli italiani furono chiamati a votare tramite un referendum abrogativo sul delicato tema che riguardava il nostro Paese. Era passato poco più di un anno dal disastro di Chernobyl e questo di certo ha influenzato la scelta dei molti che si sono recati ai seggi e hanno deciso di fermare la costruzione delle centrali sul territorio.

In particolare erano 3 le norme poste in votazione:
1) attribuire al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il potere di determinare le aree dove insediare le centrali elettronucleari, nel caso non lo facessero le Regioni;
2) autorizzare l’Enel a versare contributi a Regioni e Comuni in proporzione all’energia prodotta sul loro territorio con centrali nucleari o a carbone;
3) consentire all’ Enel di «promuovere la costruzione» di impianti elettronucleari «con società o enti stranieri» o anche «assumere partecipazioni che abbiano come oggetto la realizzazione e l’esercizio di impianti elettronucleari» all’estero.

Nel 2011 gli italiani sono stati chiamati una seconda volta alle urne per scegliere sul delicato tema del nucleare e ancora una volta hanno deciso per il “no”. Anche in questo caso, quasi in concomitanza con il voto referendario, si verificò un’altra tragedia nucleare: il disastro di Fukushima.

 

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