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92 anni fa nasceva Leonardo Sciascia

Ricordare Leonardo Sciascia in questo momento storico può davvero essere significativo. La nostra storia attuale è difficile, la crisi, la fatiche di molti italiani a tirare avanti, il populismo, la demagogia che si impadronisce delle nostre coscienze.

Il periodo storico in cui visse Sciascia non era meno difficile il lavoro duro dei suoi familiari nelle miniere di zolfo, la guerra, il suo lavoro di giornalista, scrittore che affrontava temi difficili., il lungo periodo “della strategia della tensione”.

Sciascia lo conosciamo più o meno tutti, sul web ci sono video di sue interviste, non è difficile entrare a contatto con la sua acuta intelligenza.

Non si nascose mai, era un polemista, un osservatore della realtà, ma non un pessimista come spesso vengono dipinti i siciliani. Egli credeva che la realtà poteva essere cambiata.

La sua opera di denuncia traspare da tutte le sue opere. Nella più conosciuta: “Il giorno della civetta” scrive: “Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia… A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno… La linea della palma… Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato… E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già, oltre Roma...”

Lucido, ironico, polemico anche tacciato di esibizionismo.
Recentemente è stato pubblicato un carteggio intercorso tra Sciascia e Mario La Cava, “Lettere Dal Centro Del Mondo”, epistole tra due amici, tra due scrittori. Si tratta di lettere private che i due si sono scambiati parlandosi apertamente dei problemi che li affliggevano. Sciascia scriveva delle sue difficoltà economiche, della volontà di andare oltre la Sicilia di voler fare altre esperienze. Problemi quotidiani, vicissitudini, aspirazioni. Un’opera che ci fa capire quanto Sciascia trasferisse nei suoi libri, nei suoi articoli con un linguaggio attento e prezioso tutto ciò che la società del suo tempo gli ha fatto vivere. In un momento in cui vanno di moda le sfumature lui si definiva “senza sfumature”.

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