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Abbandonare la città per vivere nella foresta

Lavatrice, lavapiatti, luce, gas, micronde, tv, wi-fi, pc, diamo tutto per scontato, senza non viviamo, eppure ci lamentiamo continuamente di essere troppo stressati, di desiderare staccare la spina, in senso metaforico e non solo. Il desiderio di molti di tagliare i ponti e rimanere isolati senza nessun contatto non è poi così difficile da esaudire.

lasciare città per vivere nella foresta

In Italia, ci sono una serie di villaggi ecologici, un centro di aggregazione per tutti coloro che auspicano ad un ritorno alle origini: vivere di auto sostentamento, coltivando la terra, fabbricando utensili, usando le risorse che la terra c offre per sfruttarle al meglio, lontano dal caos frenetico dei centri urbani. Promossi da Rive, la rete italiana dei villaggi ecologici, questi hanno come scopo la condivisione, la realizzazione dell’utopia delle esperienze comunitarie, considerate un laboratorio di sperimentazione sociale ed economica. Le comunità sono organizzate  ispirandosi ad un modello di vita ecologicamente sostenibile,  socioculturale, ed economico. Sempre più persone si avvicinano a queste comunità e lasciano la città per andare a vivere nella foresta.

Lo sa bene Claire Dunnuna donna australiana di 31 anni, che 4 anni fa ha fatto questa scelta, trascorrendo un lungo periodo in una foresta isolata dell’entroterra, lontano da ogni tipo di comodità. la donna che ha dovuto costruirsi una capanna in legno da sola, procacciarsi il cibo da sola, nutrendosi di insetti e squoiando canguri.  Ora la donna vive a Newcastle ed sulla sua esperienza ha scritto un libro,  “My Year Without Matches: Escaping The City In Search of The Wild”, in cui racconta tutta la sua storia, dalla scelta di abbandonare la città fino alle fatiche più dure per sopravvivere alla natura

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