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Abbronzatura da raggi UV-A e UV-B: differenze e pericoli

Ogni nuova estate, ci si pone il problema dell’abbronzatura causata dai famigerati raggi UV (ultravioletti), e all’uso di lampade abbronzanti per “preparare la pelle” all’esposizione naturale del sole.

Abbronzatura 11

Proviamo, con questo articolo, a fare chiarezza sull’argomento e a dare alcune indicazioni, cercando di sfatare i falsi miti, iniziando con il prendere in esame i tipi di radiazioni prodotte dal sole.

Come per le altre stelle, la massa incandescente che noi vediamo bruciare è l’effetto della fusione nucleare degli elementi gassosi di cui è composto. Le continue e apocalittiche esplosioni nucleari riversano nello spazio un immane quantitativo di radiazioni in grado di distruggere qualsiasi forma di vita. Il nostro pianeta è continuamente bombardato da questo micidiale fiume di radiazioni (conosciuto come vento solare)e se non ci fosse l’atmosfera a bloccarne la maggior partela vita sulla superficie terrestre non potrebbe esistere.

I soli raggi che riescono ad attraversare l’atmosfera sono sostanzialmente quelli della luce, quelli infrarossi e quelli ultravioletti.

La luce (di cui ci arriva circa il 37% dei raggi) è costituita da radiazioni percepibili ai nostri occhi e che non hanno alcun particolare effetto negativo sulla salute, anzi svolgono un ruolo benefico nella regolazione del ciclo sonno-veglia, in alcuni meccanismi regolati agli ormoni e nella produzione di serotonina, una sostanza che migliora il buon umore e l’euforia.

Schema Raggi UV e Ozono

I raggi infrarossi (circa il 60%) invisibili ad occhio nudo, sono responsabili della trasmissione del calore sulla terra. Il preoccupante effetto serra è dovuto proprio al fatto che queste radiazioni, una volta giunte sulla superficie terrestre restano intrappolate nell’atmosfera a causa dell’eccessiva anidride carbonica (CO2) prodotta dall’inquinamento, determinando l’aumento delle temperature.

Gli infrarossi trasmettono il calore agli strati superficiali della nostra pelle. Una eccessiva esposizione a questi raggi determina una pericolosa ipertermia con una conseguente vasodilatazione e disidratazione (colpi di sole) a volte letali.

I raggi ultravioletti (UV) si dividono in tre categorie a seconda della frequenza d’onda posseduta che, quanto più alta è tanto più penetrano in profondità nel corpo umano.

Gli UV-A (98%) con una frequenza compresa tra i 320 e i 400 nm, sono quelli più penetranti.  Gli UV-B (2%) con una frequenza tra i 280 e i 320 nm penetrano solo negli strati più superficiali della pelle. Gli UV-C (con una frequenza tra i 100 e i 280 nm), sono poco penetranti ma particolarmente nocivi. Queste radiazioni, per fortuna vengono completamente bloccate dall’atmosfera.

 

MEGLIO UV-A  O  UV-B?

scottatura

In generale tutti i tipi di UV favoriscono la pigmentazione e l’ispessimento della pelle. Il primo è un sistema di protezione basato sulla produzione di melatonina, una sostanza che rende il colore della nostra pelle più scuro (abbronzatura) e impedisce a queste radiazioni di attraversare gli strati della pelle. Il secondo è basato sulla produzione di cheratinociti che stimolano (soprattutto sotto gli effetti degli UV-B) la produzione di cellule e rendono più spesso il tessuto cutaneo impedendo agli ultravioletti di penetrare più in profondità. Inoltre, favoriscono l’accrescimento osseo attraverso il processo di sintesi della vitamina D, accelerano la proliferazione di peli, migliorano la circolazione, favorendo la produzione di globuli bianchi, e svolgono un’azione disinfettante della cute.

Gli UV-B penetrano solo negli strati cutanei superficiali, dove scaricano tutta la loro energia sui tessuti. Come protezione la pelle si abbronza rapidamente e tende ad assumere un colore molto scuro. La capacità di provocare eritemi è molto alta (a volte anche con una pelle già abbronzata) per la potenza di questi raggi. Inoltre tendono ad alterare in modo compromettente il DNA della pelle, con un conseguente aumento del rischio di tumori cutanei.

Gli UV-A, invece, colpiscono gli strati cutanei più profondi, oltrepassando quelli  superficiali. Ciò causa una abbronzatura meno forte ma con minori rischi di eritemi, rughe, invecchiamento, etc.).  I danni più gravi, però, li subiscono i tessuti degli strati più profondi. Le radiazioni di tipo A, infatti, arrivano a colpire i capillari, il collagene e la elastina, danneggiando così la struttura della pelle in modo serio. L’incidenza di tumori è alta, e non solo a livello epidermico. Tali mali, poi, possono svilupparsi anche in ritardo, a distanza di diversi anni.

esposizione raggi uva uvb

 

TIRIAMO LE SOMME.

Il fatto che i raggi UV-A tendono a non scottarci e a non fare danni visibili non deve trarci in inganno sulla loro minore pericolosità rispetto agli  UV-B. Senza dimenticare che quando ci stendiamo al sole, oltre agli ultravioletti veniamo colpiti anche dagli infrarossi i quali, provocando calore sulla nostra pelle, ci danno una maggiore percezione dei raggi solari. Quando ci stendiamo su un lettino abbronzante di un centro estetico, vengono emesse solo radiazioni UV-A, e la percezione dei raggi sulla pelle è minima.

Sono numerose le statistiche, effettuate da autorevoli Istituti di Ricerca, sull’aumento di incidenza di tumori tra i giovani e i giovanissimi causati, proprio da un uso eccessivo e scorretto di lampade abbronzanti. Una di queste proviene dall’Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, composta da 20 scienziati ed esperti provenienti da tutto il mondo che, attraverso un comunicato con la pubblicazione dei risultati ottenuti, hanno ufficializzato la pericolosità all’esposizione ai raggi UV artificiali, soprattutto per le fasce d’età al di sotto dei 30 anni, con un aumento fino al 75% del rischio di contrarre il melanoma, la più aggressiva delle forme di cancro alla pelle.

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Per cui, anche se le nuove tecnologie e le tecniche di abbronzatura artificiale sono migliorate tantissimo, è sempre meglio affidarsi ai consigli di specialisti medici e seguire le poche semplici regole che ci vengono indicate dal personale del nostro centro estetico di fiducia, prima di iniziare una seduta di abbronzatura, rispettando i tempi e i modi di esposizione e, soprattutto, le pause tra una seduta e quella successiva.

Inoltre, l’uso di creme protettive è necessario, anche per chi ricorre al sole artificiale. È bene, però, controllare sulla confezione della crema che, oltre al fattore di protezione per i raggi UV-B, ci sia pure riportato quello per gli UV-A. Tale accortezza deve essere usata anche quando andiamo al mare: il sole, infatti, contiene entrambi i tipi di raggi ultravioletti (A e B) e usare una crema che assicura una protezione incompleta rischia solo di farci impastrocchiare di inutili (e magari costosi) prodotti esponendoci comunque a pericolose malattie per il nostro organismo.

Con il sole non si scherza, che sia reale o artificiale!

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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