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Aborto, falso il caso della donna respinta da 23 ospedali: ecco la verità

All’inizio di marzo una donna di padova denunciava di essere stata respinta da 23 ospedali per la sua richiesta di aborto. Alla fine si sarebbe rivolta alla Cgil per poter trovare una struttura che le permettesse di vedere applicata la Legge 194. Eppure era tutto falso. A renderlo noto a quasi due mesi di distanza sono state le autorità competenti che hanno fatto luce sulla vicenda e sul buon funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale: ecco quindi la verità.

A raccontare la notizia della falsità della storia della 41enne di Padova e come era andata realmente l’assessore alla sanità della Regione Veneto Luca Coletto che spiega:“Era tutto falso perchè la verità svelata dai magistrati è tutt’altra: il 15 dicembre 2015 fu richiesta la prestazione; il 23 dicembre fu fatta la visita; il 12 gennaio fu effettuato l’aborto. Tutto in 28 giorni, abbondantemente entro tutti i limiti di tempo del mondo. Altro che odissea. L’odissea l’hanno vissuta operatori e sanitari sbattuti in prima pagina come dei mostri”. La donna infatti all’epoca delle sue dichiarazioni lamentava le scuse più disparate di fronte all’impossibilità di effettuare l’intervento, tanto che aveva commentato: Non dimenticherò mai la mancanza di professionalità e di umanità che ho vissuto sulla mia pelle”. 

A chiudere la vicenda della donna respinta da 23 ospedali per l’aborto con una nota amara è lo stesso Coletto che ha commentato: “Questa vicenda lascia comunque una grande amarezza: il dover constatare come la sanità sia sempre di più il terreno di caccia di strumentalizzazioni, perchè la salute è un bene delle persone, non uno strumento della politica del disfattismo. Le bugie hanno la lingua lunghissima, ma per fortuna hanno le gambe corte”.

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