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Chi era Abu Bakr Al-Baghdadi, il capo dell’Isis morto questa notte

E’ morto Abu Bakr Al-Baghdadi, il fondatore dell’Isis, lo Stato Islamico nato tra Siria e Iraq. A confermarlo è stato questa notte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un discorso alla Nazione, dove ha dichiarato: “È morto dopo essere fuggito in un vicolo cieco, piangendo e urlando”.

Abu Bakr Al-Baghdadi

Morto il califfo dell’Isis Abu Bakr Al-Baghdadi

Chi era Abu Bakr Al-Baghdadi

Abu Bakr Al-Baghdadi era l’uomo più ricercato dall’occidente, il numero uno dello Stato Islamico. Questa notte è stato colpito a sorpresa da un raid USA a nord-ovest della Siria, nella provincia di Idlib, mentre era con alcuni familiari: le due moglie e tre figli. Per non farsi catturare, si è fatto saltare in aria all’interno di un tunnel cieco, azionando il detonatore di un giubbotto esplosivo, causando altre sette vittime: tre uomini, due donne (le mogli) e un bambino.
Abu Bakr al-Baghdadi, nato Ibrāhīm ʿAwwād Ibrāhīm ʿAlī al-Badrī al-Sāmarrāʾī e noto anche come Dr. Ibrāhīm o Abū Duʿā, è cresciuto a Baghdad, dove ha vissuto fino al 2004, quando è stato arrestato dai soldati americani e imprigionato nelle carceri di Abu Ghraib a sud di Baghdad. Nel 2003, infatti, Abu Bakr Al-Baghdadi aveva fondato un gruppo di fondamentalisti jihadisti. Una volta uscito dalle prigioni irachene, lo stesso anno, il Califfo islamico si è avvicinato ad al Qaida: dopo la morte di Abu Omar al Baghdadi, capo del gruppo fino a quel momento, il 18 aprile 2010, viene nominano leader e un mese dopo, il 16 maggio, annuncia l’alleanza con al Qaida, guidata da Ayman al Zawahiri, capo del gruppo terrorista dopo la morte di Osama Bin Laden nel 2011. Da allora il Califfato è arrivato a controllare un terzo dell’Iraq e oltre metà della Siria. Il regno dell’Isis però è durato fino al 29 marzo di quest’anno, quando l’ultima roccaforte, Al-Baghuz, nell’Est della Siria, è stata conquistata dai curdi appoggiati dalle forze speciali statunitensi.
La notizia della sua morte non risuona nuova: la prima volta che è stata annunciata, nel 2014, sembrava essere rimasto vittima dei raid aerei della Coalizione internazionale, poi un’altra volta dell’aviazione irachena o della Russia nel maggio 2016, senza una conferma certa al 100% però. Ferito e paralizzato, era in fuga tra Mosul e Raqqa. Fino ad aprile 2019, quando è apparso, per la prima volta dopo cinque anni, in un video della durata di 18 minuti in cui parlava della “guerra ai crociati”, della battaglia tra le forze curde e gli jihadisti a Baghuz. Il mese scorso, poi, un altro segnale: un audio intitolato “Agite!” in cui esortava a raddoppiare gli sforzi nel campo della predicazione e dei media. La sua ricerca è durata 5 anni e si è conclusa questa notte.

Il discorso di Donald Trump

“Questo raid è stato impeccabile ed è stato reso possibile grazie all’aiuto della Russia, Siria, Turchia e Iraq e anche dei curdi siriani”, ha dichiarato con soddisfazione il presidente USA Donald Trump durante il suo discorso alla Casa Bianca. “I terroristi non devono mai dormire tranquilli perchè devono sapere che noi siamo qui per catturarli e ucciderli. Non possono sfuggire al loro destino né al giudizio finale di Dio”, ha aggiunto. “Al-Baghdadi si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui, era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo”. Le parole di Trump non si limitano a questo, ma aggiunge anche che “ora il mondo è un posto più sicuro. Molte persone sono morte nel blitz contro al Baghdadi, ma tra le nostre truppe non è morto nessuno”. I soldati, ha sottolineato, hanno “portato via parti del corpo” di Abu Bakr Al-Baghdadi, così da poter realizzare tutti i test del DNA necessari per confermare la morte del Califfo islamico, infatti “i primi test del dna sono stati fatti sul posto”. Anche gli Stati Uniti però sono consapevoli di aver vinto una battaglia, ma non la guerra: “Conosciamo giù il successore del leader dell’Isis, è già nei nostri sistemi”, ha infatti concluso il Presidente Trump.

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