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Accadde oggi, 6 Dicembre 1926: l’addio a Claude Monet, padre dell’impressionismo

“Il solo merito di aver dipinto direttamente di fronte alla natura, cercando di rendere le mie impressioni davanti agli effetti più fuggevoli, e sono desolato di essere stato la causa del nome dato a un gruppo, la maggior parte del quale non aveva nulla di impressionista” diceva Claude Monet ,il padre dell’impressionismo, poco prima della sua morte di cui oggi, 6 Dicembre, ricorre l’anniversario.

Claude Oscar Monet nasce il 14 Novembre 1840 a Parigi, città nella quale ha vissuto per i primi cinque anni della sua vita: nel 1845 i genitori di Claude si trasferiscono per motivi lavorativi con tutta la famiglia nell’Alta Normandia, a Le Havre. Nella stessa città, dieci anni dopo, il 15enne Claude si trova a vendere per 10 franchi l’uno i suoi primi disegni fatti a carboncino: oltre ad accumulare una discreta somma, grazie alle sue caricature Monet riesce anche a farsi una certa fama all’interno della città. E’ proprio a Le Havre che conosce Boudin, il suo primo vero maestro: l’artista indirizza Monet alla pittura en plein air (all’aria aperta) e nel 1856 gli permette di esporre a Rouen la sua prima tela, Veduta di Rouelles. “Con instancabile gentilezza, intraprese la sua opera d’insegnamento. I miei occhi finalmente si aprirono e compresi veramente la natura; imparai al tempo stesso ad amarla. L’analizzai con una matita nelle sue forme, la studiai nelle sue colorazioni. Sei mesi dopo […] annunciai a mio padre che desideravo diventare un pittore e che mi sarei stabilito a Parigi per imparare” dice Claude a proposito del suo maestro e delle sue intenzioni: nel 1859 l’artista si trasferisce quindi nella capitale francese per studiare all’Académie Suisse, accademia d’arte dove incontra Delacroix, Courbet e Pissarro ma anche Manet. Tante le tecniche e le correnti artistiche che incontra sia durante il periodo della scuola sia durante il suo periodo d’arruolamento ad Algeri, esperienze che portano Monet a dipingere alcuni dei suoi primi capolavori tra i quali anche Colazione sull’erba.

La crescita, artistica ed intellettuale, ma anche l’amore portano Monet a trasferirsi in una villa con giardino sulla Senna ma soprattutto ad adottare una nuova visione dell’arte che lo porterà, nel 1874, a dipingere l’opera dalla quale è nato il nome dato alla corrente artistica da lui creata: “Impressione.Levar del Sole” questo il nome della tela esposta insieme a quelle di Cézanne, Degas, Morisot, Renoir, Pissarro e Sisley. Da quel momento, Monet dipinge alcune delle opere impressioniste per eccellenza tra cui “La Passeggiata” ma anche alcune in cui va quasi oltre l’impressionismo sino ad arrivare alle ninfee, opere che dipingerà sino quasi alla fine dei suoi giorni all’interno del suo studio nella casa di Giverny. “Lavoro tutto il giorno a queste tele, me le passano una dopo l’altra. Nell’atmosfera riappare un colore che avevo scoperto ieri e abbozzato su una delle tele. Immediatamente il dipinto mi viene dato e cerco il più rapidamente possibile di fissare in modo definitivo la visione, ma di solito essa scompare rapidamente per lasciare al suo posto a un altro colore già registrato qualche giorno prima in un altro studio, che mi viene subito posto innanzi; e si continua così tutto il giorno”. Nel 1926 a Monet, già sofferente per un problema agli occhi, gli viene diagnosticato un tumore al polmone: Claude muore il 6 Dicembre dello stesso anno, a 86 anni.

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