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Accise benzina aumenti in arrivo: si paga ancora per il terremoto del Belice del 1968

Accise benzina verso l’aumento: il governo starebbe valutando il possibile rincaro delle imposte sui carburanti per sanare i conti e per finanziare (ancora) anche la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968.

Da settembre 2016 fino al 31 gennaio 2017, infatti, gli italiani hanno versato all’erario 1,8 miliardi di euro di accise sui carburanti, introdotte per finanziare la ricostruzione di 5 aree colpite dai terremoti avvenuti in Italia in questi ultimi 50 anni: il dopo-sisma del Belice nel 1968, del Friuli nel 1976), dell’Irpinia nel 1980, dell’Abruzzo nel 2009 e dell’Emilia Romagna nel 2012. Quello in arrivo sarebbe il diciottesimo rincaro a partire dal 1935. Si tratta di aumenti predisposti inizialmente per essere temporanei, ma che sono poi diventati permanenti.

Tuttavia c’è un aspetto molto grave sulla questione, messo in luce da Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre): poiché buona parte delle succitate opere di ricostruzione sono state ultimate da tempo, “Almeno in linea puramente teorica possiamo affermare che per i primi interventi di messa in sicurezza e di avvio dei lavori di ricostruzione nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto scorso e dalle scosse che si sono abbattute successivamente, in soli 5 mesi gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 1,8 miliardi di euro”.

“Gli italiani continuano a pagare delle imposte che sono state introdotte per fronteggiare gli effetti negativi provocati da calamità naturali che, in massima parte, sono stati risolti”continua Zabeo“Preso atto di ciò, correttezza vorrebbe che queste risorse, che continuiamo a pagare ogni qual volta ci rechiamo ad una stazione di servizio con la nostra auto, fossero utilizzate per fronteggiare le nuove emergenze come quelle che hanno colpito il centro Italia a partire dal 24 agosto scorso e non voci di spesa che nulla hanno a che vedere con le finalità per cui sono state introdotte”.

CGIA ricorda inoltre che “Ogni qualvolta ci rechiamo a fare il pieno alla nostra autovettura 12 centesimi di euro al litro ci vengono prelevati per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da questi eventi sismici. Con questa destinazione d’uso gli italiani continuano a versare all’erario circa quattro miliardi di euro all’anno. Se, come dicono gli esperti, questi fenomeni distruttivi avvengono mediamente ogni cinque anni, è necessario che queste risorse siano impiegate in particolar modo per realizzare gli interventi di prevenzione nelle zone a più alto rischio sismico e per fronteggiare i primi interventi nelle zone appena colpite”.

 

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