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Acqua alta a Venezia, Di Maio: “La responsabilità è della classe politica che si è permessa di lucrare”

“Non possono essere sempre i cittadini a pagare il conto degli errori politici”. Luigi Di Maio, in un lungo post su Facebook, è caustico. La situazione che sta compromettendo Venezia, la terribile mareggiata che ha comportato un fenomeno di acqua alta da record, necessita di interventi immediati. Sia per proteggere la città storica, che per tutelare i cittadini che stanno vivendo un momento drammatico.

L'Italia sta vivendo ore drammatiche, Venezia sta vivendo ore drammatiche. Famiglie, imprese, aziende travolte. Questo è…

Pubblicato da Luigi Di Maio su Giovedì 14 novembre 2019

Le parole di Di Maio sull’acqua alta a Venezia

“Promuovi opere pubbliche come il Mose, nate già vecchie e infarcite di tangenti e corruzione? Questo è l’effetto. Un’opera fermata dalla magistratura per indagini su indagini e che ora, benché non sia la migliore soluzione possibile, va terminata al più presto per proteggere Venezia subito. Se Venezia non ha, nel 2019, nemmeno un minimo di protezione, la responsabilità è di quella classe politica che si è permessa di lucrare e speculare. Questa è la verità e la dobbiamo dire”, ha commentato il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook. Il progetto del Mose, Modulo Sperimentale Elettromeccanico, iniziato nel 2003 non è mai stato concluso per un’indagine finanziaria di corruzione che ha visto il coinvolgimento di esponenti politici sia locali che nazionali.
Venezia sta affondando nell’acqua alta. Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 quasi 190 centimetri d’acqua hanno invaso la città procurando danni inestimabili a edifici, aziende, case e monumenti storici. In Italia, però, come di consueto per prima cosa bisogna trovare un colpevole. E lo dimostrano anche le parole di Di Maio quando dice: “Ora è il momento di riconoscere le lezioni che la storia presenta a questo modo di fare politica”; il tutto arricchito da un pizzico di propaganda: “Lo dico chiaramente: qui nel Movimento 5 Stelle si lavora per cambiare il Paese”. E’ vero, la politica sarebbe dovuta intervenire prima, ma si sa: questo è il Paese delle emergenze e finché non accadono, non vengono nemmeno previste. Certo è che, comunque, contro la combo di venti a 100km orari di scirocco e una marea astronomica, forse, non si sarebbe potuto fare molto. Ma si sarebbero potuti evitare alcuni danni.

acqua alta a Venezia

Non solo acqua alta a Venezia, ma anche Ilva

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle coglie l’occasione anche per parlare di Ilva, un altro argomento pungente della politica italiana: “L’Ilva ne è un altro esempio. Gli ex proprietari, i Riva, hanno finanziato le campagne elettorali di partiti da destra a sinistra, e ne hanno ottenuto in cambio decreti Salva Ilva come se piovesse, sempre rigorosamente fregandosene dell’ambiente e della salute dei cittadini di Taranto. Come Movimento eravamo riusciti a garantire tutti i posti di lavoro e avevamo ottenuto un piano ambientale rigoroso, grazie al quale sono stati già coperti in gran parte i parchi di polveri di ferro che ammantano la città di rosso. Ovviamente questa non è la soluzione definitiva, ma era quell’inizio di percorso che non era mai stato nemmeno ipotizzato e che ora rischia di saltare. Noi non lo permetteremo.”

La difesa al Movimento 5 Stelle

“Ma in tutto ciò, in un momento difficile per tutti e per il Paese, vedo che c’è qualcuno più interessato ad alzare polemiche inutili sul Movimento, qualcuno che presta il fianco a una stampa che ci ha sempre disprezzato, che lo fa rincorrendo il suo ego, la propria visibilità, disinteressandosi di tutto quel che sta accadendo intorno a noi”, commenta inoltre Di Maio, forse dimenticando che questa strategia, di incolpare gli altri per “farsi beli”, è stata a lungo il cavallo di battaglia del M5S.
“Lo dico chiaramente: qui nel Movimento 5 stelle si lavora per cambiare il Paese. Chi è interessato a fare il gioco degli altri e del sistema può accomodarsi in un partito. Il Movimento è un’altra cosa, il Movimento si occupa dei problemi delle persone, il Movimento è quella forza politica – lo ricordo per chi non l’avesse ancora capito – che taglia le poltrone in parlamento, che non prende tangenti sulle opere pubbliche e che quando fa una scelta di politica economica, la fa pensando all’ambiente e alla salute di tutti noi. Tutto questo si ottiene lavorando ogni giorno a testa bassa, non alimentando retroscena su qualche giornale compiacente”.
E poi aggiunge: “Per carità, l’ego umano lo conosciamo, e quando il Movimento è nato sapevamo bene che sarebbe potuto succedere che qualcuno di noi pensasse più ai suoi interessi che a quelli del Paese. Era una cosa prevedibile, nessuno si stupisce. Bene, chi di fronte alle vittime di Venezia e al dramma dell’Ilva preferisce guardarsi gli affari suoi, conosce la strada. Il movimento non lo piangerà.”
“Qui si pensa al Paese- ha concluso- qui nel M5S siamo portavoce dei cittadini e di nessun altro. Auguro buon lavoro ai parlamentari che si stanno occupando della moratoria sui mutui per imprenditori e famiglie di Venezia e della legge di bilancio. Ringrazio il ministro Patuanelli per l’impegno e la professionalità che sta impiegando per l’Ilva e la città di Taranto. Noi siamo questo, noi combattiamo il sistema per il Paese. Non il contrario”.
Si può sintetizzare solo in una questione politica quello che sta succedendo a Venezia? E’ di questo, ora, che i veneziano hanno bisogno?

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