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Addio a Benoît Violier: chef stellati dall’animo tormentato come le rockstar

“Cucinare per gli altri è il lavoro più bello del mondo” afferma il cuoco spagnolo Joan Roca, numero uno al mondo secondo i 50Best. Quello dello chef però è anche tra i mestieri inseriti nella classifica dei più pesanti e faticosi, non solo per il fisico ma soprattutto per la mente. Orari impossibili, pasti al volo e tanta tanta pressione da parte di finanziatori, clienti e ora anche media. E’ in questo contesto che è arrivata la notizia del suicidio dello chef svizzero – francese Benoît Violier.

Lo chef pluristellato è stato trovato morto per un colpo da arma da fuoco autoinferto nella sua casa di Crissier in Svizzera, dove guidava la cucina tristellata del ristorante dell’Hotel de la Ville. A soli 44 anni Benoît Violier lascia la moglie, un figlio e una carriera eccezionale, tanto che recentemente era stato nominato Miglior Cuoco del Mondo secondo la classifica francese “La Liste”.

Una morte apparentemente inspiegabile dato il grande successo e la fama dello chef. Come per rockstar e attori scomparsi troppo precocemente, questo pare non bastare. La pressione, la fatica a gestire lavoro e famiglia, la voglia di arrivare sempre al meglio e di sorprendere possono spezzare anche gli animi più forti. Mentre in televisione si vedono chef apparentemente arroganti e crudeli verso i propri sottoposti, nella realtà si mostra la parte più fragile dell’essere umano. Intanto schiere di giovani si iscrivono alle scuole alberghiere convinti di voler intraprendere questo bellissimo quanto difficoltoso percorso.

Foto: Facebook

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