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Addio Jako: il Siberian Husky arso vivo perché abbaiava troppo si è spento ieri a Bari

Jako era un cucciolone di 7 anni che viveva a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Il suo unico difetto era abbaiare insistentemente, difetto che gli ha provocato una morte ingiusta, ennesima prova della brutalità dell’uomo. Jako era stato affidato ad una anziana signora, nonna del proprietario effettivo del cane, il quale le aveva temporaneamente affidato il suo amico a quattro zampe in vista di un viaggio in Olanda. Secondo qualcuno, ad oggi ancora non identificato, il cane abbaiava troppo ed era necessario rimetterlo in riga. Le minacce per l’incolumità di Jako iniziano già un mese fa, quando attraverso biglietti minatori se ne minaccia l’avvelenamento. Così durante la notte tra l’1 e il 2 novembre scorso, ignoti si sono introdotti nell’abitazione dove viveva Jako che dopo essere stato legato per impedirgli di reagire veniva dato alle fiamme utilizzando un canovaccio impregnato di benzina posizionato all’estremità di un bastone.

Jako Husky arso vivo

Quando i soccorsi intervengono per spegnere le fiamme si rendono conto delle precarie condizioni di salute dell’Husky: gravissime, infatti, le ustioni su tutto il corpo, in particolare sull’addome e sul muso. Il cane veniva immediatamente trasportato presso una clinica veterinaria di Bari dove ad accoglierlo c’era Pietro De Rocco, medico veterinario che si era offerto di prendersi cura di Jako durante la degenza in clinica. «Una scena terribile – racconta De Rocco – il povero animale era stato anche legato, ci sono delle zone completamente carbonizzate, con bruciature al volto e al tartufo. Fortunatamente non è in pericolo di vita, ma ci vorrà molto tempo per farlo riprendere». Grazie alle cure di un’equipe veterinaria qualificata, Jako sembrava essere sopravvissuto al terribile incidente, tanto che De Rocco si diceva fiducioso sulla ripresa del cucciolone: «Ora è molto stanco, e ci vorrà tanto tempo per far rimarginare le ferite, purtroppo ci sono zone che sono state colpite gravemente. Con l’affetto dei suoi cari e con le nostre cure riuscirà a sopravvivere. Quello che è accaduto è atroce» affermava il veterinario intervistano nell’immediatezza del fatto.

Jako cane

Purtroppo tutti gli sforzi non sono bastati a salvare Jako che ha perso la sua battaglia contro la stupidità umana, spegnendosi in silenzio nel pomeriggio della giornata di ieri, dopo dieci giorni di interminabile agonia. I Carabinieri, sin dalla notte del fatto, sono al lavoro per individuare i responsabili. Al vaglio dei militari le registrazioni delle videocamere di sorveglianza della zona. Il Sindaco di San Pietro Vernotico precisa che il Comune si costituirà parte civile nell’eventuale processo a carico dei responsabili. “Il cane è un gentiluomo”, scriveva Mark Twain. Peccato sia costretto a vivere tra le bestie.

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