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Adinolfi (Popolo della famiglia): «E’ credibile che la sinistra protesti perché si danno soldi ai poveri?»

«Pd in piazza contro il reddito di cittadinanza, è credibile che la sinistra protesti perché si danno soldi ai poveri? Io li conosco bene, questi vanno in vacanza con lo yacht a Ponza e criticano Di Maio perché faceva lo steward». E’ caustico Mario Adinolfi, giornalista, ex deputato PD e fondatore del Popolo della Famiglia, nel commentare la “piazza” del Partito Democratico di domenica scorsa contro la manovra del governo Lega-M5S.

«Avendo fatto il candidato alla segreteria tra i 5 fondatori e il deputato –  dice Adinolfi ai microfoni di Radio Cusano Campus – non sono indifferente a ciò che accade nel PD. Purtroppo accade uno sfacelo continuo che avevo individuato quando lasciai il PD. Mi era chiaro che quello che stavano facendo andavano contro gli interessi del popolo, era partita una deriva antipopolare di cui ancora non si sono resi conto. Si sceglie quella strada perché si pensa di stare più comodi nei rapporti con poteri molto forti. Hanno scelto di stare con un’elite antipopolare: banche, eurocrati, Bruxelles, interessi legati anche culturalmente ad alcune lobby. Hanno sventolato la bandiera dei nuovi diritti civili anche sul palco di Piazza del popolo, e lì si comprende che ancora non hanno capito. Sono diventati come il partito radicale. Se fosse segretario del PD Emma Bonino non ci sarebbe niente di strano, nella storia non si sarebbe mai immaginato un Pannella segretario del PCI o della DC. Questa è roba da 3%, non è roba da partito di massa».

Poi attacca ancora il PD sulla credibilità di una linea politica, che a suo dire, ha completamente dimenticato gli ultimi. «Sono andati in piazza contro il reddito di cittadinanza. E’ credibile che la sinistra vada in piazza perché si danno soldi ai poveri? Oggettivamente questa manovra, che a me non piace, dà più pensione ai pensionati che hanno poco, più soldi ai poveri che non hanno niente. La sinistra non può scegliere questo come tema per fare la sua opposizione. E’ folle che la sinistra agiti sul palco come unica materia di identificazione la difesa dei nuovi diritti civili, che sono un assalto ad altri poveri, ad altri ultimi: l’eutanasia, l’aborto. Oggi un papà e una mamma che hanno 4 figli sono automaticamente poveri e ultimi, ma a quelli del PD la parola famiglia fa schifo. Io li conosco bene, questi vanno in vacanza con lo yacht a Ponza. Se continuano a pensare che la soluzione sia avere comportamenti privati completamente staccati dal rapporto con gli ultimi, non vanno da nessuna parte. Se tu fai la trasmissione con Lucio Presta da Piersilvio Berlusconi, se tu ti fai la casa da un milione e mezzo di euro, questo crea un’enorme distanza con il mondo della sinistra. Se poi vai a dire che quelli che ti danno 780 euro al mese sono fascisti, la gente non ti crede più. Quando loro dicono in maniera sprezzante che Di Maio era uno che faceva lo steward allo Stadio San Paolo, lo dicono dalla loro terrazza col cocktail in mano, è folle».

Infine, l’affondo sul possibile nuovo segretario del PD, Nicola Zingaretti: «Appartiene allo stesso percorso. Non hanno capito che la novità deve essere novità. Zingaretti andrebbe benissimo per fare il segretario dei Ds di Fassino del 1995. I Ds prendevano il 16% e dopo 11 anni il PD è tornato al 16%. O trovano un ragazzo, uno studente, un operaio, un vero leader. Salvini lo vedi nell’immaginario collettivo mangiare pane e salame, va in vacanza a Milano Marittima come qualsiasi garzone del bar, Veltroni c’ha casa a Manhattan. La proposta di Orfini è meravigliosa: sciogliamo il Pd, poi però lo rifondiamo e non cambiamo manco il nome. Ma allora che proposta è? Sono sempre loro. E’ una presa per il culo permanente».

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