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Adozioni di cuccioli da animali di specie diverse: ecco perché avvengono

Lisa Rogak ha scritto un libro che raccoglie storie struggenti che hanno come protagonisti animali che hanno adottato cuccioli di altre specie. Famiglie impensabili come il pavone con il cucciolo di papera, il dalmata con l’agnellino, il bulldog e i suoi piccoli scoiattoli. Emblematica la storia della mamma-gatta Nimra che accetta nella sua cucciolata di gattini ben sette pulcini.

adozioni tra specie diverse

Nimra è una gatta che vive in Giordania a Madaba, quando nel 2007 la chioccia scomparve lei adottò i sette pulcini rimasti orfani. La possibilità che li prendesse con sé fu facilitata dal colore del piumaggio, arancione rosso scuro, lo stesso del manto di Nimra. La storia ha destato clamore tra gli abitanti della città, Nimra accudiva gli orfani come fossero suoi e si prendeva cura della grande nidiata composta da pennuti e felini.

A volte tra gli animali si formano alleanze insolite non solo per istinto, ma anche per una sorta di empatia. Specialmente tra le mamme che stanno allattando e più facile accogliere orfani, perché potrebbero avere un maggiore desiderio di adozione dato dalla crescita dell’ormone del legame. Jennifer Holland, giornalista del National Geographic nel suo libro Unlikely Friendships ha portato varie esempi: scimmie antropomorfe che trattavano gatti come loro cuccioli, un cane che si prendeva cura di un gufo neonato e una capra che aiuta una giovane giraffa. La Holland scrive che: “queste storie ci offrono un’altra prospettiva sugli animali non-umani. Troppo spesso non riconosciamo loro quanto siano complessi, intelligenti ed empatici”.

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