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Adozioni gay Italia: boom di richieste dopo la sentenza di Roma

È boom di richieste per le adozioni gay. Dopo la storica sentenza degli scorsi giorni che ha visto la decisione da parte del Tribunale dei minori di Roma di legalizzare l’adozione di una bambina da parte di una coppia omosessuale, provvedimento che tanto ha fatto parlare, creando una scissione sia a livello politico sia a livello sociale nella nostra Penisola, ecco che, come prevedibile (e anche come normale che sia, ndr), cominciano ad arrivare sul tavolo dei giudici decine e decine di richieste, del tutto simili a quella che ha visto come protagoniste le due donne romane, di cui potete leggere cliccando qui.

omosessuali_diritti

La sentenza ‘rivoluzionaria’, che porta la firma di Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minorenni di Roma, arrivata come un fulmine a ciel sereno quando oramai tutte le speranze da parte della comunità Lgbt di vedersi riconosciuti alcuni semplici diritti si erano spente, o comunque assopite anche nei cuori dei più impavidi, ha ridestato e dato fiducia alle oltre 5mila coppie gay che vivono in Italia ma che hanno dovuto concepire un figlio all’estero. Subito pronti così i ricorsi legali dei genitori non biologici all’interno delle coppie, che attendono di poter riconoscere i figli – che già sentimentalmente sentono come propri – anche legalmente.

Melita Cavallo, che ha firmato il provvedimento in tema di ‘stepchild adoption’, ha sottolineato che la sua sentenza non è rivolta ai diritti delle coppie omosessuali, ma al bene dei bambini: “Qui non sono stati messi al centro i diritti gay, ma quelli di una bambina, cresciuta con le sue due madri, di cui una biologica. Il primo caso ha smosso le acque. Vedremo, caso per caso sempre nell’interesse dei minori. Come sempre. I cambiamenti sociali d’altra parte ci sono e non si potevano ignorare i diritti di una bambina”.

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