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Adria nube tossica, il prete si sfoga al funerale di una vittima: “Politici, buttatevi a mare!”

Parole rabbiose e aspre quelle di don Renato Galiazzo durante il funerale di Giuseppe Baldan, una delle quattro vittime del terribile incidente sul lavoro verificatosi lunedì scorso, 22 settembre, alla Co.Im.Po di Adria, in provincia di Rovigo. L’ultimo saluto del sacerdote allo sfortunato operaio, deceduto a causa di una nube tossica di acido sprigionatasi da una cisterna, trasuda rabbia, senso di impotenza per un sistema politico inefficiente, assente, disinteressato ai cittadini. Eh sì, il parroco di Liettoli di Campolongo Maggiore usa infatti parole molto dure, e dà la colpa di quanto accaduto ai politici locali.Adria incidente sul lavoro

“I politici hanno bevuto il sangue di questi ragazzi, è meglio che si leghino una macina al collo e si buttino in mezzo al mare!” – così, senza indugio, don Renato – “Non si può morire così nel Veneto del 2014, vittime di una nube tossica. Senza maschere. Ci sono stati 24 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno, uno a settimana. Non si può morire per portare a casa la pagnotta”.

La sua denuncia non risparmia nessuno, e non teme di entrare nel merito delle responsabilità di chi detiene il potere in Veneto. Don Renato si scaglia contro i politicanti locali, accusandoli di sperperare i fondi destinati agli investimenti sulla sicurezza nel lavoro. “Quando vengono incastrati, poi, si dichiarano incompatibili con il carcere”, rilancia il sacerdote. E pone una domanda che invita alla riflessione e pretenderebbe una risposta convincente: “Con i vitalizi dei consiglieri regionali, quanti controlli sulla sicurezza si potrebbero fare?”.

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