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Aereo abbattuto in Ucraina: ribelli filorussi consegnano scatole nere dopo voto ONU

Ora potranno ufficialmente iniziare le indagini sull’aereo abbattuto in Ucraina. Le scatole nere, tecnologia fondamentale per comprendere come si è verificato il disastro, sono finalmente state consegnate al governo della Malesya, legittimo proprietario. I due reperti di volo erano stati ritrovati e messi in sicurezza poco dopo lo schianto nell’est del paese del Boeing 777.

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Inizialmente pareva che le due scatole nere fossero già in mano agli uomini della compagnia aerea, mentre in realtà erano nelle mani dei ribelli filorussi. Questi, la scorsa notte, hanno annunciato un cessate il fuoco in un’area di 10 chilometri di raggio intorno ai resti del velivolo. Poi le hanno consegnate ai malesi che hanno ringraziato, constatando che sono intatte. Un aereo in volo è territorio dello stato nel quale ha sede la compagnia.

La decisione arriva dopo che anche la Russia a votato a favore dell’accesso libero degli investigatori e degli osservatori internazionali dell’OCSE nel corso della seduta del consiglio si sicurezza dell’ONU. Non si spengono però le polemiche: Vladimir Putin continua a proporre la tesi che sia stato un aereo militare ucraino ad abbattere il Boeing della Malaysia Airlines. Parte dell’occidente, invece, è convito che la responsabilità sia dei ribelli separatisti legati a Mosca e che in questi giorni le prove che li inchioderebbero sarebbero state inquinate. Anche per questa ragione gli Stati Uniti (23 vittime del velivolo sono americane) hanno invitato la Russia a non interferire in alcun modo con le indagini.

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