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Aereo russo precipitato in Sinai, l’ipotesi attentato: “Non c’è stata avaria”

E’ ancora giallo sulle reali dinamiche del disastro aereo avvenuto nel Sinai nelle prime ore di Sabato 31 Ottobre. Dopo le smentite, le successive conferme e le rivendicazioni da parte dell’Isis, parla ora la compagnia russa: “La rottura in volo esclude l’avaria”.

Dopo l’esame della scatola nera, trovata fortunatamente in buone condizioni nonostante l’incidente, la compagnia russa Metrojet fa sapere che il suo Airbus 321 si è spezzato in volo. E’ proprio questo fattore che sembrerebbe far escludere qualsiasi avaria: Metrojet ha spiegato come “la sola causa della sciagura dell’A321 precipitato nel Sinai può essere un fattore esterno” poichè le prime analisi sembrerebbero lasciare aperte solo possibilità di “azioni fisiche o meccaniche”. Nessuna conferma ma nemmeno nessuna smentita nemmeno dal Cremlino che sembra lasciare aperta l’ipotesi terrorismo, “Nessuna teoria può essere esclusa, ma dobbiamo aspettare fino a quando non avremo i risultati dell’inchiesta e astenerci da speculazioni. Di fatto gli investigatori iniziano solo ora il loro lavoro.”

Intanto, la stampa russa paragona l’avvenimento dello scorso Sabato con la strage di Lockerbie del 1988: in quell’incidente aereo, un Boeing 747 della Pan Am esplose in volo per una bomba e precipitò causando 270 morti. Solo tre anni dopo la strage si scoprì che fu un ordigno al plastico nascosto in una valigia a causare l’esplosione.

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