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Aereo scomparso, clamoroso sul Boeing 777 Malaysia Airlines: era col pilota automatico

Il caso dell’aereo della Malaysia Airlines scomparso con 239 persone a bordo è ancora un mistero. E nelle ultime ore si è infittito con altri dettagli. Nuove indagini del governo australiano, infatti, porterebbero alla conclusione che al momento della tragedia fosse guidato dal pilota automatico. Ma questa potrebbe essere solo una delle tante ipotesi che si sovrappongono l’una all’altra. Si era parlato infatti di attentato e di quasi certa colpevolezza del primo pilota. Poi venne a galla la vicenda dei passaporti rubati e dei nomi falsi di diversi passeggeri presenti su quel Boeing 777 in volo da Kuala Lumpur a Pechino e scomparso l’8 marzo 2014.

aereo malaysano scomparso rotta

Il governo australiano prova ad aggiungere un altro pezzo all’intricato puzzle del quale finora si è capito veramente poco. Non è nemmeno chiaro dove possa essersi schiantato e inabissato il gigantesco aereo. Il governo di Camberra, infatti, tramite il vice premier Truss, sostiene che il Boeing si sarebbe frantumato sulla superficie dell’Oceano indiano a 1800 km a nord-ovest di Perth. Un punto che sarebbe più a sud rispetto a quanto ipotizzato finora. Ma il dettaglio che cambierebbe il corso della indagini sarebbe un altro.

Secondo le autorità australiane, infatti, al momento della scomparsa dai radar del velivolo, lo stesso sarebbe stato controllato dal pilota automatico. Il comandante e il suo vice sarebbe stati colpiti da ipossia, ovvero mancanza prolungata di ossigeno dovuta ad un’improvvisa perdita di pressione ad alta quota. Il vice primo ministro Truss sostiene la tesi che solo con il pilota automatico il Boeing della Malaysia Airlines avrebbe mantenuto in quelle condizioni la traiettoria rettilinea indicata dai satelliti. Il mistero continua.

luca e luce

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