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Aereo scomparso malese, intervista a professionista dell’affidabilità: “Ecco a cosa bisogna stare davvero attenti”

Cosa è successo all’aereo malese scomparso ieri dai radar del quale non si hanno più notizie? Ci sono zone nel mondo non coperte dai radar? UrbanPost ha intervistato un ingegnere aerospaziale con esperienza nell’aviazione commerciale nell’ambito dell’affidabilità tecnica; per motivi relativi alla propria deontologia e professionalità ha accettato di rispondere a queste domande allo scopo di informare e sensibilizzare in maniera corretta circa l’apparente routine di un volo e dando un importantissimo suggerimento che può essere davvero salvavita chiedendo, però, che il suo nome non venisse reso pubblico. Proviamo insieme a questo professionista a capire cosa potrebbe essere accaduto e cosa dobbiamo sapere quando voliamo. 

Come è possibile che un aereo scompaia dai radar?
La maggior parte delle rotte commerciali sono coperte, non integralmente ma quasi, da centri di controllo che le seguono. Per perdere il segnale in quel modo improvviso e assoluto il velivolo potrebbe, per esempio, essere esploso in volo. Un’altra possibilità che spiegherebbe la scomparsa del segnale è che l’aereo abbia impattato contro la superficie dell’acqua perdendo integrità.
A bordo di aerei commerciali ci sono poi ulteriori sistemi finalizzati alla localizzazione (proprio per le emergenze di questo tipo). Poniamo che l’aereo finisca in mare e abbia un urto violentissimo, questi sistemi si attivano e provvedono ad inviare un segnale di emergenza che possa dare modo ai soccorritori di trovare la posizione precisa del mezzo. Il problema è che il range di portata di questo segnale è limitato nello spazio e nel tempo: dopo diverse ore si esaurisce. E’ quindi plausibile che questi sistemi di emergenza siano entrati in funzione ma nessuno – per motivi logistici – li abbia potuti cogliere. 

Ragionevolmente, quando un aereo scompare dai radar così a lungo l’unica ipotesi è un incidente?
L’unica ipotesi verosimile è un incidente, ci sono zone al mondo non coperte dai radar ma direi di restare nel plausibile, anzi nel verosimile. Non è verosimile pensare che sia accaduto qualcosa di differente rispetto a un incidente. 

Con questo aereo siamo a 3 velivoli provenienti da compagnie malesiane che hanno avuto sinistri mortali in meno di un anno. Ha senso preoccuparsi in relazione a quelle specifiche compagnie di volo?
Non ci sono sufficienti informazioni per supporre una cosa del genere: magari i piloti vengono da altre scuole o i tecnici da altre nazioni. Magari uno ha avuto un problemi tecnico, l’altro è stato abbattuto. Magari non c’è nessuna correlazione…Senza l’investigazione sul velivolo non è possibile e non sarebbe utile o serio avanzare alcuna conclusione. Dato che mancano all’appello due aerei su tre non c’è nulla di sensato da dire in merito. 

In generale le persone vivono con maggior tensione un volo aereo rispetto ad un tragitto in macchina o in treno, nonostante sia acclarata e statisticamente indiscutibile la maggior sicurezza del mezzo. Lei ha lavorato specificatamente nell’ambito della sicurezza su aerei commerciali, cosa può dirci da addetto ai lavori?
Cucinarsi un uovo al tegamino è statisticamente molto più pericoloso rispetto a prendere un aereo. Non lo dico io, bensì la statistica. Però una cosa la vorrei dire, non soltanto per sfatare magari delle paure ancestrali, bensì per fornire ai lettori un consiglio utile per la loro sicurezza. La maggior parte degli incidenti – più del 60% – non avviene durante la fase di crociera bensì in fase di decollo e di atterraggio. Quando si è a bordo di un aereo e questo atterra, per esempio, tutti crediamo che dopo la frenata siamo arrivati e tutto sia andato liscio. C’è questa abitudine, davvero pessima e pericolosa, di slacciare le cinture appena atterrati: no, finché non si spengono le luci si deve stare seduti con la cintura ben allacciata perché statisticamente è proprio in pista la fase più delicata in cui si corre il rischio che due aerei entrino in collisione. 

Possiamo quindi dire che il momento di maggior sicurezza, sempre stando alle statistiche, è in cielo?
Diciamo che è il momento in cui c’è minor probabilità che succeda un incidente.

 

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