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Agevolazioni prima casa 2016: trasferire la sede lavorativa non basta

Sono state diverse le agevolazioni fiscali introdotte nell’anno 2016 che danno la possibilità a chi acquista la prima casa di godere di Iva agevolata; ciò però è consentito solo a chi possiede determinati requisiti oppure adempie a delle scadenze prestabilite. Tra di esse, per avere l’Iva agevolata all’acquisto della prima casa nel 2016, è necessario alternativamente o che già si risieda nel Comune ove è ubicata la casa oggetto di acquisto agevolato o che già vi si svolga la propria attività di studio o di lavoro altrimenti si è obbligati a trasferire nel Comune ove si trova la casa acquistata con Iva agevolata la propria residenza entro 18 mesi dalla data del rogito

A dare nuovi aggiornamenti sulle agevolazioni fiscali 2016 legate all’acquisto della prima casa è stata una recente sentenza del Ctp di Milano secondo la quale “Non può avere l’agevolazione prima casa chi si obblighi, nel rogito d’acquisto, a trasferire la propria residenza nel Comune ove è situata l’abitazione oggetto di beneficio fiscale, e poi non mantenga tale impegno. E ciò anche se, nel frattempo, il contribuente abbia trasferito in tale Comune la sede della propria attività lavorativa”.

In pratica cosa comporta la sentenza di Milano relativamente alle agevolazioni fiscali 2016 sull’acquisto prima casa? Sostanzialmente che, non avendo il soggetto in causa trasferito entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza ma solo la sede dell’attività lavorativa, è tenuto a pagare l’Iva senza agevolazioni: secondo l’interpretazione del tribunale infatti la sede dell’attività lavorativa deve già essere nel Comune dove è stata acquistata la casa con Iva agevolata fin dal rogito ed è solo la residenza che deve essere trasferita.

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