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Agnese Renzi e Bebe Vio alla Casa Bianca: quando l’insulto non può che passare all’aspetto fisico

Sul web il tema caldo degli ultimi giorni non sembra essere né l’ormai prossimo referendum costituzionale né tanto meno le presidenziali USA bensì “cosa ci faceva Agnese Renzi alla cena di Stato alla Casa Bianca invece che essere a scuola a lavorare?” ma soprattutto “Bebe Vio non ha dei genitori che le evitano di fare la principessina del web?”. I leoni da tastiera infatti negli ultimi giorni, annoiati dall’assenza di materiale per i loro meme contro qualsivoglia individuo, hanno deciso di prendersela con gli invitati alla cena alla Casa Bianca. Partendo dal presupposto che ancora in Italia le mogli non prendono il cognome del marito – almeno il cognome lasciatecelo – Agnese Landini per il web avrebbe avuto l’infelice idea di prendersi qualche giorno di ferie dal lavoro per seguire il marito, Matteo Renzi, alla cena di Stato. Perché è chiaro che, la moglie del Presidente del Consiglio, secondo i webeti non ha degli obblighi di etichetta da rispettare ma soprattutto delle ferie da prendere come qualsiasi lavoratore: ed ecco che scatta l’insulto all’aspetto fisico.

Per questa sua iniziativa – anche se le polemiche ci sarebbero state anche se la Landini avesse deciso di non andare alla Casa Bianca – è stata vittima dei peggiori insulti del web, maschilisti, ma soprattutto relativi al suo aspetto fisico. C’è chi su Twitter scrive “Ma #AgneseRenzi per essere alla #CasaBianca con il marito le ha già maturate le ferie? #labuonascuola” ma anche “Intanto la #firstBITCHlady lascia la sua classe senza supplente, con alunni divisi nelle altre classi.#AgneseRenzi #renziobama #IoVotoNO” perché ovviamente nel primo caso la riforma della Buona Scuola è impersonata dalla carriera della moglie di Matteo Renzi e nel secondo il fatto che Agnese Landini vada con il marito ad una cena ufficiale alla Casa Bianca è strettamente collegato con il votare no al referendum costituzionale. L’insulto, che classicamente si rivolge alle donne che non aggradano, è ovviamente gratuito perché sul web tutto è concesso. E poi ovviamente si passa sul personale e quando non si sa cosa attaccare si va sull’aspetto fisico, strettamente collegato con gli affari di stato e la buona salute della nazione; si parte quindi con “I look di Agnese Renzi”…ah ma quindi non era il bidone dell’umido? #renzi #agneserenzi #look #tuttefashionblogger” a quelli che la paragonano ad un trans, pensando che nel 2016 questo sia ancora un insulto. A fare tristezza è però il fatto che ancora nel 2016 per insultare una donna, la cui unica colpa sarebbe quella di essere la moglie del premier, ci sia bisogno di ricorrere all’aspetto fisico: a cos’altro ricorrere visto che la Landini rimane ai margini della vita politica, mantiene il suo lavoro e le sue passioni malgrado non ne abbia bisogno e cerchi di proteggere la privacy della propria famiglia? Fa pensare che tra le parole più cercate sul web insieme ad Agnese Landini ci sia Luxuria: tra le cose importanti per gli italiani ci sarebbe infatti la presunta somiglianza tra le due donne.

=> I look delle donne italiane alla cena alla Casa Bianca

Eppure i leoni da tastiera hanno molto di cui sparlare questa settimana vista la partecipazione alla cena di Stato alla Casa Bianca anche di Bebe Vio, campionessa di scherma alle Paralimpiadi di Rio 2016. Per lei, il politically correct non consente il diretto insulto alla persona – perché i leoni da tastiera non prendono di mira le persone disabili ma solo i ricchi e potenti – e quindi si passa al compatimento e al paternalismo. “Non è vestito adatto”, “E’ troppo esposta sui social network questa ragazzina” ma soprattutto “Chi glielo ha pagato il viaggio?”: perché è chiaro oggigiorno come la maggior parte dei genitori sia estremamente preoccupata che le proprie figlie adolescenti postino foto ben peggiori di un abito da cerimonia.

Una cosa è chiara da tutta questa situazione, che quando non c’è nessun altro appiglio per colpire una donna si passa all’aspetto fisico perché si pensa di fare più male. Per fortuna le nonne ricordano che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, che la bellezza è soggettiva e soprattutto passeggera: la stupidità e l’ignoranza invece sono per sempre.

Foto: Instagram

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