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Agrigento, news da Macalube: si cerca ancora il bambino disperso, polemiche feroci sulla sicurezza

La giornata vissuta da una famiglia di Joppolo Giancaxio, piccolo comune dell’agrigentino, che si era concessa una passeggiata di relax nella riserva naturale di Macalube, nel comune di Aragona nella stessa provincia, per festeggiare il compleanno del figlioletto di nove anni, si è rivelata drammatica, poiché sono stati travolti da un’immenso “ribaltamento” di fango sulfureo. Il padre, Rosario Mulone, carabiniere di 46 anni è riuscito ad uscire fuori, ma non ha potuto salvare i due figli di nove e sette anni. La piccola è stata subito trovata dai vigili del fuoco, ma non c’è stata nessuna possibilità di rianimarla, mentre non si riesce a trovare il bambino nella tremenda pozza di fango, i soccorritori scavano ancora cercandolo disperatamente. Due turisti americani che si trovavano prossimi al vulcanello esploso, per fortuna, l’hanno scampata, riuscendo a scappare.

Maccalube  ricerche del bambino disperso

Le Maccalube costituiscono una delle maggiori attrazioni turistiche dell’agrigentino. Le esplosioni sono un fenomeno naturale che avviene di frequente per l’accumulo nel sottosuolo di metano, esso si è verificato già nel 2008, nel 2010 e ad aprile di quest’anno. Negli episodi precedenti alcuni giorni prima si erano formate delle crepe nel terreno che avevano allertato i gestori della riserva costringendoli a chiudere al pubblico le zone di possibili pericoli. “Questa volta il fenomeno è accaduto all’improvviso, senza segnali premonitori – ha dichiarato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia e direttore della riserva – perché in genere le zone in cui si formano crepe vengono chiuse al pubblico”.

Su questa collina della riserva di Macalube il fenomeno dei vulcanelli con l’eruzione di gas e argilla è antichissimo e conosciuto in tutto il mondo, ma non è stato adeguatamente controllato come accusa lo stesso Mimmo Fontana, direttore della riserva. A questa accusa replica aspramente Gaetano Gullo, direttore del dipartimento Ambiente della Regione siciliana: “L’area in cui è avvenuto la tragedia fa parte della riserva di Macalube, ma non è demaniale in quanto acquisita da Legambiente nell’ambito di un programma Life. Per quanto riguarda le centraline di monitoraggio, la Regione ogni anno stanzia dei fondi per le riserve, Legambiente ne gestisce sei e se le riteneva necessarie poteva comprarle”. Rosario Crocetta presidente della Regione ha disposto l’immediata chiusura della riserva e ha stabilito di istituire una Commissione d’inchiesta sulla sua gestione: “”Gli ispettori dovranno verificare la presenza di misure di sicurezza”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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