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Agro pontino, braccianti indiani costretti a drogarsi per lavorare più a lungo nei campi

Costretti a doparsi per lavorare nei campi più a lungo: è questa la sconcertante rivelazione portata alla luce dalle interviste raccolte nel dossier a cura della onlus InMigrazione. Protagonista un esercito di indiani sikh, che per poter resistere oltre le dodici ore piegato sui campi di zucchine dell’Agro pontino, ingoia abitualmente capsule d’oppio che alleviano il dolore e la stanchezza.

doping

Sono circa 12mila – stando ai dati forniti dalla Cgil, ma potrebbero arrivare fino a 30mila – gli immigrati che lavorano in provincia di Latina. Una schiavitù invisibile fatta di braccianti che ricorrono ad antidolorifici e sostanze stupefacenti per resistere ai ritmi massacranti – dalle 12 alle 15 ore giornaliere – che impone la produzione.

Il doping, peraltro, viene vissuto con senso di vergogna perché non concesso dalla religione e dalla cultura sikh. Lo spaccio di stupefacenti è prevalentemente in mano agli italiani, anche se la vendita al dettaglio ha coinvolto anche alcuni indiani, arrestati di recente.

(fonte: La Repubblica; autore dell’immagine principale: Marco Crocoli)

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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