in

Ai domiciliari non sopporta più l’Xbox: “sbattetemi in galera”

Ha inoltrato una richiesta formale alle autorità competenti; un ragazzo 19enne, di Whangarei in Nuova Zelanda, ha chiesto di poter scontare il resto della pena non più agli arresti domiciliari, bensì in prigione in quanto assolutamente stanco di giocare tutto il giorno alla Xbox chiuso in casa. Dopo aver esaurito tutti i giochi in suo possesso la sola idea di ricominciare con altri lo ha disgustato al punto di desiderare la prigionia. La pena ammonta a undici mesi di reclusione, il giovane ne ha scontati dieci ai domiciliari e ha chiamato la polizia per essere trasferito durante l’ultimo mese.

Gli agenti, chiaramente stupiti, hanno comunque trasmesso la richiesta al giudice il quale  ha accontentato il ragazzo trasferendolo nella prigione di Ngawha. La soluzione degli arresti domiciliari è molto diffusa in Nuova Zelanda allo scopo di non sovraccaricare le carceri e permettere allo Stato di risparmiare cifre significative: per una pena inferiore ai dodici mesi esiste solo tale opzione, braccialetti o cavigliere elettroniche assicurano che il detenuto non si allontani dal luogo dove è recluso.

Parrebbe quasi un paradiso per i delinquenti neozelandesi ma, a quanto pare, le quattro mura di casa possono essere ben più stritolanti di una prigione e nemmeno la Xbox, sogno recondito di ogni maschio medio, riesce a rendere appagante la reclusione, alla lunga.

Perde 5 mila euro e spacca, con l’ascia, sette videopoker

Claudia e Andrea

Uomini e Donne, Andrea Offredi annuncia la fine della storia con Claudia D’Agostino: “Non è scattato l’amore”