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Al Movimento 5 Stelle presidenza Copasir e vigilanza Rai

Quella che è avvenuta con il voto del 24 e 25 febbraio è una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione politica e anagrafica: oggi Beppe Grillo (e non solo lui) fa notare che il nuovo Parlamento italiano è tra i più giovani dal mondo, novità assoluta per l’Italia, e che questo risultato si deve al Movimento 5 Stelle.

Premesso che la “giovane età” non può essere metro di giudizio a priori delle qualità di una persona, non si può negare che la presenza di tanti giovani in Parlamento sia un dato rivoluzionario per l’Italia. Tanto più rivoluzionario se si considera che questi giovani sono stati eletti tra le fila del Movimento 5 Stelle, il soggetto politico più nuovo dello scenario e fuori da qualsiasi tradizione partitica e di formazione politica.

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E rivoluzione sarà anche per le cariche istituzionali: a partire dalle presidenze di Camera e Senato, dove i Grillini faranno sicuramente sedere vice-Presidenti molto giovani e assolutamente “vergini” delle logiche di palazzo.

Per passare alle commissioni di controllo che (dovrebbero) avere un ruolo centrale per il funzionamento della democrazia: il Copasir (il Comitato parlamentare sulla sicurezza della Repubblica, che vigila anche sull’operato dei Servizi Segreti) e la Commissione di vigilanza Rai, che dovrebbe disciplinare il servizio pubblico televisivo. “Spettano a noi, siamo il primo partito a Montecitorio – ha detto ieri Davide Bono, neo-deputato piemontese del M5S. “L’obiettivo – ha proseguito Bono – è controllare e vigilare per ridare libertà al paese e magari fare luce sui tanti misteri d’Italia degli ultimi 40 anni”.

Le forze giovani a “5 Stelle” porteranno al rinnovamento delle Istituzioni? Al di là della qualità, tutta da verificare, degli eletti e della loro capacità di calarsi nel ruolo di deputato e senatore, noi pensiamo di si. Per il momento valga il solo dato anagrafico o anche la sola voglia di trasparenza e di rapporto con i cittadini finora dimostrata dai Grillini, le cariche istituzionali non potranno non trarne benefici. Lo stretto rapporto con la base, attraverso la rete, che i parlamentari del M5S rivendicano con orgoglio, potrebbe essere una straordinaria occasione anche per le Istituzioni di abbattere il muro che da troppo tempo le separa dai cittadini.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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