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Al via il Festival Internazionale del Teatro in piazza a Santarcangelo di Romagna

Dal 12 al 21 luglio 2013 il Festival internazionale del Teatro in piazza animerà come ogni anno le strade e gli spazi di ritrovo del pittoresco borgo romagnolo.

Quello di  era il 1971, quando in questa cornice incantevole si aprì per la prima volta una finestra sul teatro sperimentale: il desiderio di coniugare le necessità sociali legate ai movimenti del ’68 con l’arte teatrale e il folclore delle tradizioni culturali della Romagna fu l’ingrediente che sancì il successo della kermesse, rendendolo un festival capace di stupire ed emozionare attraverso sperimentazioni artistiche estreme.

Oggi, come allora, le piazze di Santarcangelo si trasformano in luogo d’incontro, di discussione e di espressione artistica. Il carattere innovativo della rassegna è riassunto efficacemente dalle parole del direttore artistico Silvia Bottiroli : “Si fa un festival per costruire e difendere una visione di teatro e di mondo, e la visione di Santarcangelo •13 è fatta di singolarità irriducibili, di eccezioni, di identità diverse e inconciliabili”. Un palcoscenico che ospita laboratori fatti di linguaggi ed idee eclettici, dove i ruoli si sovvertono e lo spettatore si mescola con gli artisti diventando egli stesso parte della rappresentazione.

Danzatori, performer, coreografi provenienti da tutto il mondo sono pronti ora a divertire, ora a interrogare il pubblico sul senso più profondo della vita, sempre sorprendendolo. Per citare solo alcuni esempi, i set cinematografici della compagnia ZAPRUDERfilmmakersgroup, strutturati come se fossero un live, si affiancheranno a performance in cui saranno protagonisti l’ascolto del corpo e la sua espressione. “The Honey Queen” di Gertjan Franciscus van Gennip è una performance più simile ad una apparizione, sostenuta da un preciso senso coreografico del tempo e dalla forza conturbante di una figura umana alle prese con una metamorfosi animale. Il classico, sia teatrale che canoro, può diventare protagonista ma solo se reinventato, come testimonia lo spettacolo di Danio Manfredini. Il respiro torna protagonista con la performance ideata da Virgilio Sieni, mentre le sensazioni tattili della “Voce lattea” di Francesca Proia conducono ad una riflessione più profonda sul mistero del suono.

E poi non solo teatro, ma anche laboratori, concerti, poesia e mostre per esplorare l’arte a trecentosessanta gradi. Ritmi tribali che attingono dall’Africa nera e sonorità esotiche riempiranno l’atmosfera, alternandosi a jazz-rock d’avanguardia ed elettronica. Chi vorrà potrà partecipare al reportage fotografico condotto dalla documentarista di fama internazionale Monica Bulaj, cimentarsi in installazioni temporanee oppure incontrare gli artisti delle compagnie.

Tante le occasioni da far sperimentare ai bambini. Per loro, Hamelin ha pensato ad un laboratorio in cui, avvalendosi di libri e illustrazioni, potranno sviluppare un racconto per immagini lavorando sulla memoria e sui ricordi. Un’altra sfida consisterà nel reinventare giochi tradizionali improvvisando nuove regole grazie ad invenzioni tecniche e combinazioni inusuali di materiali. E ancora radiodrammi da costruire o da ascoltare, come la rivisitazione del classico di Collodi.

Il primo appuntamento rivolto a tutta la cittadinanza è per lunedì 8 luglio alle 20:30, quando nella sala-teatro del Lavatoio il direttore artistico della rassegna Bottiroli e il condirettore Sacchettini illustreranno il programma della nuova edizione.

Per consultare il calendario completo degli eventi, visita il sito ufficiale della rassegna.

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