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Alain Delon e Romy Schneider lettera: «Ti amo mia Puppelé!», la straordinaria storia

Il 19 maggio 2019 il mito del cinema Alain Delon era a Cannes per ritirare la Palma d’oro, un riconoscimento importante, consegnatogli dalla figlia Anouchka, alla quale sopraffatto dall’emozione, ha sussurrato: «penso a Mireille e a Romy», riferendosi ai due più grandi amori Darc e Schneider. E proprio alla storia appassionata con l’attrice viennese, nota soprattutto per il ruolo dell’imperatrice austriaca Sissi, è dedicato quest’articolo, scritto mentre si stata diffondendo la triste notizia che Alain Delon, 83 anni, riposa in una clinica della Svizzera, dopo aver avuto un ictus con una “leggera” emorragia cerebrale. Un ritiro necessario dopo l’operazione alla Pitié-Salpétriere di Parigi, dove questi è rimasto tre settimane in terapia intensiva.

«Ti dico addio, il più lungo degli addii, mia Puppelé!», la storia d’amore tra Alain Delon e Romy Schneider

«Ti guardo dormire. Sono accanto a te, sei vestita di una lunga tunica nera e rossa, ricamata sul petto. Sono fiori, credo, ma non li guardo. Ti dico addio, il più lungo degli addii, mia Puppelé. È così che ti chiamavo, “Piccola bambola” in tedesco. Non guardo i fiori, ma il tuo viso e penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita – e nella tua – ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Ti guardo dormire, dicono che sei morta. Penso a te, a me, a noi. Di che cosa sono colpevole? Ci si pone una domanda simile davanti una donna che si è amata e che si ama ancora!», inizia così una delle lettere d’amore più belle che siano mai state scritte. E pensare che per il destinatario quella fu la prima e l’unica volta. Alain Delon, il mittente corteggiava e basta. Le donne gli cadevano ai piedi come mosche e lui, viso d’angelo, occhi di ghiaccio e sorriso da sogno, una volta stanco al massimo le lasciava con un biglietto. Senza troppi fronzoli, senza essere sfiorato dal senso di colpa. Difetto questo forse che appartiene a tutti i giovani, che credono che il mondo sia nato con loro.

Si conobbero sul set de “L’amante pura”: «Dev’essere Alain Delon, il mio partner!»

È il 29 maggio 1982, Romy Schneider si è appena spenta, al numero 11 di rue Barbet de Jouy, a Parigi, a causa di un arresto cardiaco. In un primo momento si era pensato che fosse stata la stessa attrice a togliersi la vita, quella vita ritenuta ormai inutile e insopportabile. Un anno prima aveva perduto il suo unico figlio David, rimasto infilzato nel cancello di casa. Una tragedia da cui la Schneider non si sarebbe mai più ripresa. Ogni sera, infatti, Romy restava in salone ad ascoltare musica, era il suo modo per restare sola col ricordo del suo bambino scomparso. Appresa la notizia, Alain Delon, l’amore della gioventù, si precipita al suo capezzale, chiede di restare solo. Piange come un bambino, le scatta un paio di foto – che secondo quanto dichiarato dallo stesso attore sono sempre nel suo portafoglio – e va via. Il divo francese non andrà al suo funerale, ma il giorno seguente sarà seduto ore e ore davanti alla tomba della sua “Puppelè”. Un doloroso addio, un silenzioso addio. Alain Delon ermo Schneider si erano conosciuti sul set de L’amante pura (1958), ma non fu amore a prima vista.

«So che ti avrei resa infelice!», la rottura dopo tre anni

«Arrivavi da Vienna e ti aspettavo all’aeroporto di Parigi con un mazzo di fiori che non sapevo come tenere. Ma i produttori mi avevano detto: “Appena scende dalla passerella, vada da lei e le porga i fiori”, io aspettai con i fiori in mano come un imbecille, in mezzo a un’orda di fotografi. Tu scendesti dall’aeroplano, io mi avvicinai. Dicesti a tua madre: “Deve essere Alain Delon, il mio partner!”. Nient’altro, nessun colpo di fulmine a ciel sereno. Così andai a Vienna, dove si girava il film, ed è stato là che mi sono perdutamente innamorato di te. E tu ti sei innamorata di me. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati!». Romy è già affermata e ricca, Alain una promessa del cinema. Nel ’59 vanno a vivere a Parigi in una grande casa, l’affitto lo paga lei. Partecipano a feste mondane, i paparazzi li seguono ovunque. Diventano intimi amici di Luchino Visconti, il padre artistico di Alain Delon, che lo vorrà in due film Rocco e suoi fratelli e Il Gattopardo. Nel ’60 Alain si decide a ufficializzare il loro rapporto, regala alla sua Romy l’anello di rito. Il matrimonio però non si farà mai con grande rammarico dei fan, ma soprattutto dell’attrice. Lui commette «l’errore più grave della sua vita»: all’apice della carriera si invaghisce di Francine Barthelémy, per gli amici Nathalie, una ragazza di 22 anni, misteriosa quanto ribelle. Così da un giorno all’altro Alain Delon abbandona la sua Romy, prende un aereo e vola lontano. Le lascia un biglietto: «Mi dispiace. So che ti avrei resa infelice. Parto per il Messico con Nathalie. Ti auguro ogni bene!». Un gesto infame, se vogliamo.

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Alain Delon e Romy Schneider, un amore mai finito

Le loro vite si separano, ma mai davvero. Reciteranno ancora insieme sul set de La piscina (1968) di Jacques Deray, film in cui non mancano scene di intimità, baci appassionati, abbracci forsennati. Ma è scena, finzione, cinema. Dopo la morte del suo unico figlio, nella vita reale, quella di tutti i giorni, Alain le sarà accanto più di chiunque altro. Destinati a non stare insieme, ma legati da un sentimento autentico, unico e irripetibile. Belli, dannatamente belli, hanno fatto sognare intere generazioni, basti pensare che le foto  del loro amore sono tra le più caricate su instagram. «Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich . Ti amo. Ti amo, mia Puppelé!». Oggi, Alain Delon, come dichiarato in apertura è ricoverato in una clinica in Svizzera. Lo scorso 8 novembre ha compiuto 83 anni: da tempo vive appartato, lontano dai riflettori, circondato dal calore dei suoi adorati cani. Solo, con un divorzio alle spalle e numerose relazioni finite male, l’attore più desiderato del mondo fa i conti con la depressione e gli anni che passano e che inesorabilmente paiono portar via ogni cosa. Il ricordo della sua cara Romy non lo ha mai abbandonato. Del resto gli amori così, quelli che hanno in bocca il gusto del what if, vale a dire del “come sarebbe stato”, sono i soli destinati a durare tutta la vita. Sono quelli che non ci lasciano mai davvero.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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