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Alatri omicidio Emanuele Morganti: aperta indagine sul giudice che scarcerò uno dei responsabili del pestaggio

Emanuele Morganti picchiato a morte: l’esito della autopsia

Alatri omicidio Emanuele Morganti: sono in carcere in isolamento, in attesa di essere interrogati dal Gip di Roma oggi 31 marzo, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, i due fratellastri di Alatri di 20 e 27 anni presunti assassini del 24enne di Tecchiena, vittima una settimana fa di un violento pestaggio davanti al Mirò Music Club, che ne ha cagionato la morte dopo 36 ore di agonia in osspedale.

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Ieri sono stati diffusi gli esiti della autopsia che hanno confermato l’inaudita violenza inflitta dal branco alla vittima: decine di colpi, calci e pugni, che hanno provocato ecchimosi e fatali ferite al cranio del povero Emanuele, sfigurato in volto e ‘finito’ con un colpo alla testa sferrato con un oggetto contundente, forse un tubolare o un manganello.

Ci sono altri 5 indagati, tra cui due buttafuori, ma tutti a piede libero; fatto, questo, che sta destando molto scalpore e proteste, soprattutto un dettaglio emerso dopo il fermo dei due sicuri responsabili del pestaggio: Mario Castagnacci era stato fermato con tre amici a Roma giovedì 23 marzo, perché trovato in possesso di centinaia di dosi di droga (300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish), ma fu rilasciato il mattino successivo, ossia il 24 marzo, per poi rendersi protagonista del pestaggio mortale ai danni di Emanuele Morganti a meno di 24 ore dalla sua scarcerazione.

Alatri, arrestato per droga e scarcerato poco dopo uno dei responsabili del pestaggio: inchiesta sul giudice

A tal riguardo ieri, il consigliere del Csm Pierantonio Zanettin, ha chiesto l’apertura di una indagine nei confronti del giudice del tribunale di Roma che ha disposto la scarcerazione di Castagnacci, sottolineando in una lettera al Comitato di presidenza del Csm, come “la tragica vicenda di Alatri, con la morte a seguito di un feroce pestaggio di Emanuele Morganti, pone all’opinione pubblica anche seri interrogativi sulla correttezza dell’iter processuale di uno dei due arrestati”.

“È del tutto evidente che gli esiti tragici della vicenda” – ha poi precisato – “non possono essere addebitati al magistrato che ha disposto la scarcerazione dello spacciatore, ma è altrettanto evidente che si sarebbero evitati, applicando canoni ermeneutici diversi e più rigorosi, in tema di spaccio di stupefacenti”. Il Giudice del Tribunale di Roma aveva infatti disposto la scarcerazione, senza obbligo di firma, di Mario Castagnacci, nonostante fosse stato trovato in possesso di grandi quantità di stupefacenti e abbia dei precedenti penali risalenti al 2011.

Emanuele Morganti ucciso per una bevanda

Emanuele Moranti sarebbe stato ucciso per un drink da due euro, questo il presunto motivo per il quale dentro il locale sarebbe scoppiato un diverbio con un ragazzo completamente ubriaco. A rivelarlo il procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco: “Il giovane è stato vittima di più aggressioni” in tempi diversi: “La vicenda è di una gravità spaventosa perché per motivi banali, una lite per una bevanda, si è arrivati alla morte di un ragazzo innocente e perbene. Tutto nato da un diverbio in discoteca ma non con un ragazzo albanese”.

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