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Alba Dorata: due giorni prima del ricordo della Shoah i neozazisti spopolano in Grecia

Alba Dorata: all’indomani del voto greco che ha visto vincere la sinistra radicale di Alexis Tsipras, e- per uno strano scherzo del destino- a poche ore dal ricordo internazionale della Shoah, il partito dei neonazisti greci si conferma al terzo posto e raccoglie il consenso di tantissimi elettori. In queste ore in molti si chiedono chi siano e cosa vogliano i suoi leader ed i suoi elettori: vediamolo insieme.

Su Wikipedia si legge “Alba Dorata, o più correttamente Lega Popolare – Alba Dorata (Λαϊκός Σύνδεσμος – Χρυσή Αυγή, Laïkós Sýndesmos – Chrysí̱ Av̱gí̱) è un partito greco di estrema destra di orientamento nazionalista, metaxista ed euroscettico“. Ma che vuol dire metaxista? Il metaxismo sarebbe l’ideologia autoritaria e nazionalista sostenuta dal primo ministro Ioannis Metaxas, colui che trasse ispirazione per il proprio governo dal regime fascista italiano di Mussolini. Nonostante infatti gli stessi membri del partito rifiutino queste etichette, durante le manifestazioni vengono utilizzati spesso simboli riconducibili al nazismo e al fascismo ed alcuni membri non si sono risparmiati pubbliche dichiarazioni di ammirazione per Hitler e altre personalità legate al nazismo. Più a destra di Lega Nord e Front National, Alba Dorata ha recentemente stretto un patto di collaborazione con l’italianissima (e fascistissima) CasaPound ed appartiene al “Fronte nazionale europeo” di cui fanno parte l’italiana Forza Nuova di Roberto Fiore e i neonazisti tedeschi dell’Npd, il partito nazionaldemocratico.

Il suo leader, il greco Nikólaos Michaloliákos (quello in foto), si trova attualmente in carcere insieme ad altri 5 militanti con l’accusa di appartenere a un’organizzazione criminale (nel settembre del 2013 Alba Dorata uccise il rapper antifascista Pavlos Fyssas ed il suo leader è accusato di essere il mandante dell’omicidio). A proposito di Michaloliákos, che nel 1980 gettò le fondamenta dell’Alba Dorata odierna pubblicando una rivista xenofoba neonazista, l’Espresso scrive: “Nel 2009 Michaloliákos entra nel consiglio comunale di Atene, dove si distingue per un saluto nazista rivolto al sindaco (pochi giorni dopo la polizia gli troverà in casa un ritratto di Hitler, tre pistole senza licenza e 40mila dollari in contanti). Nel 2012 Alba Dorata arriva alla consacrazione ottenendo 21 seggi in Parlamento, al termine di una campagna elettorale tutta incentrata sulla lotta alle politiche anti-austerità ispirate da Bruxelles e sull’odio verso gli immigrati. A fare scalpore, in questo senso, sono anche alcune dichiarazioni violentemente antisemite di Michaloliákos, che in un’intervista, oltre a dire di aver letto «molti libri che mettevano in dubbio il numero di ebrei uccisi», si rivolge così al giornalista: «Auschwitz, Auschwitz? Non ci sono mai stato. Che è successo lì? Lei c’è stato? Non c’erano forni e non c’era camere a gas»”. “Ho letto parecchi libri che hanno messo in dubbio la cifra propagandata di sei milioni di ebrei uccisi nei campi di sterminio– avrebbe affermato ancora il leader di Alba Dorata- Hitler fu una delle più grandi personalità del ventesimo secolo“.

Ok, un pazzo furioso. Ma a cosa è dovuto quindi tutto questo successo? Sicuramente in momenti di incertezza e povertà come quello che stiamo vivendo– e come quello che sta vivendo sopratutto la Grecia- le posizioni di chi tenta di semplificare la realtà banalizzandola e costruendo nemici facilmente individuabili– come, ad esempio, gli immigrati- sono vincenti. Tra le idee portate avanti da Alba Dorata ci sono infatti il contrasto all’immigrazione e la lotta alle politiche di austerità volute dall’Unione Europea: “Per salvare la Grecia dal pericolo causato dagli immigrati, dobbiamo sbarrare gli ingressi nel paese servendoci di campi minati al confine con la Turchia, lungo il fiume evros, nei punti che registrano i maggiori passaggi di clandestini” avrebbe detto Michaloliákos.

Ma non solo: nel programma- in realtà molto politico- dei nazionalisti greci ci sarebbero anche l’introduzione della pena di morte per lo spaccio di droga, l’abolizione dei sindacati e la nazionalizzazione delle risorse naturali. Sebbene in molti considerino Alba Dorata un partito antieuropeista ed euroscettico, il sito web d’informazione Polisblog, in un articolo del 2013 scriveva: “[…]Alba Dorata non predica, come altri partiti di estrema destra europea, l’uscita dall’euro. Pur condannando la Troika, Michaloliákos si è detto sempre favorevole a rimanere, per il momento, nella moneta unica. Il suo obiettivo, velleitario, è quello di ottenere in un primo momento il massimo del “risarcimento” e solo successivamente uscire dalla Ue, ovvero nel momento in cui la Grecia sarà in grado di camminare da sola”.

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