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Alberto Angela: «Gli abissi della storia, se dimenticati, possono ritornare! La tv? È come un’edicola»

Questa sera andrà in onda alle 21.25 su Rai Uno un altro appuntamento di Ulisse – Il piacere della scoperta, in cui verrà raccontato il “Viaggio senza ritorno” degli ebrei rastrellati nel Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Ed è stato proprio il conduttore del programma culturale, Alberto Angela, a spiegare quanto soprattutto oggi sia importante tornare a parlare di una delle pagine più dolorose della nostra storia. 

In un’intervista all’Huffington Post, Alberto Angela, reduce dal successo delle prime due puntate di Ulisse dedicate alla Cappella Sisitina e a Cleopatra, che hanno tenuto incollati milioni di telespettatori, ha dichiarato: «Abbiamo lavorato con un gruppo di lavoro straordinario, spesso in condizioni difficili e fino all’alba. Siamo partiti dal quartiere ebraico che tutti, nel linguaggio comune, continuano a chiamare ghetto, ma non è più tale, per poi continuare a Milano, al tragico binario 21, e finire ad Auschwitz e Birkenau. La cosa sconvolgente è che una volta arrivati lì, noti che tutto quello che hai saputo mancava di una serie di situazioni, di oggetti, di atmosfere e di luoghi… è come se si mettesse all’improvviso a fuoco un’immagine sgranata. Solo facendo così, ti rendi conto davvero dell’orrore e della crudeltà disumana di distruggere il prossimo!». Quest’anno ricorre, infatti, il 75esimo anniversario della deportazione degli ebrei da Roma ed era importante per Alberto Angela, tra i più amati divulgatori scientifici, utilizzare la tv come un mezzo per poter ripercorrere col pubblico l’orrore di quei terribili giorni. Non si può prescindere dalla storia, anzi è proprio da quest’ultima che bisogna ripartire. «La memoria e la storia sono come un saggio dai capelli bianchi che riesce a darti dei saggi consigli: poi sta a te prenderli o meno. Abbiamo voluto fortemente questa puntata, perché cade un anniversario importante per gli ebrei e per l’umanità tutta. Ci fu la scomparsa di sei milioni di persone, persone normali (…), finiti dentro l’abisso della storia e a cui la società chiuse le porte senza appello. Abbiamo voluto, potergli dare voce. Bisogna dargli voce. Di tragedie come queste ce ne sono state tante e non devono essere dimenticate. (…) Gli abissi della storia, se dimenticati, possono ritornare!».

Della rivoluzione che ha investito la prima prova della maturità, quella di italiano, che ha perso il tema di storia come traccia, Alberto Angela non ha voluto dire nulla. Al giornalista Giuseppe Fantasia il noto divulgatore scientifico ha dichiarato: «Preferisco parlare del mio mestiere!». Per lui infatti l’unico modo per evitare che la storia si ripeta è conoscerla, confrontarsi con il passato, entrare nelle pieghe del tempo. Spiega Alberto Angela: «La storia resta nei libri, ma non basta, ecco il perché anche di questo programma. Ogni generazione che nasce è curiosa e vuole sapere della precedente. La cosa importante è quindi raggiungere i giovani del nostro Paese e dare loro la conoscenza. Sono la nostra più grande risorsa e spesso sono dimenticati!». Quando gli viene chiesto cosa sia per lui la tv non ha dubbi: «È come un’edicola e in quanto tale, deve dare e fornire soprattutto cultura e conoscenza. Nel nostro caso, a me piace molto che ci sia un’eccezione dell’Italia rispetto ad altri Paesi, europei e non, un fenomeno che non vedo altrove. Non siamo un programma di intrattenimento, ma di cultura, e tenere incollati allo schermo tutte quelle persone, soprattutto giovani e di sabato sera, è un successo. Il successo è per me andare in onda con questi temi e, lo ripeto, andare in onda il sabato sera raggiungendo quante più persone possibili, soprattutto i ragazzi, ai fini della conoscenza!».

La messa in onda di programmi come Ulisse e Meraviglie è certamente una scommessa della Rai, ma soprattutto va evidenziato il riscontro da parte del pubblico, che pare abbia voluto dare un segnale ai dirigenti: la tv di qualità premia e i telespettatori ne hanno bisogno.

Intanto Alberto Angela si gode il meritato successo e ha annunciato di essere impegnato nella stesura di un nuovo libro: «Si intitola Antonio e Cleopatra: il tramonto di un Regno, l’alba di un Impero, ed è il mio esordio con la casa editrice Harper Collins. È tutto incentrato sulla figura di quella grande donna che ha deciso tutto nella sua vita, morte compresa. È stata emancipata ed intelligente che è riuscita a indirizzare la Storia. Sovrana di un antico Egitto, parlava e si vestiva alla greca, è stata un catalizzatore: alla fine fece rimanere un solo uomo, Ottaviano, poi Augusto, che diede vita all’Impero. Cleopatra era una donna moderna. Una modernità portata nel passato, aiuta la Storia. Non dimentichiamolo!». In attesa che esca il libro, stasera tutti davanti alla tv per un’altra straordinaria puntata di Ulisse – il piacere della scoperta.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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