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Alberto Angela ospite a Da Noi… a ruota libera: «Mio nonno salvò la vita a tantissimi ebrei»

Alberto Angela è un noto paleontologo e divulgatore scientifico, come suo padre. La sua famiglia è ben voluta da tantissimi spettatori e da anni intrattengono il pubblico accrescendo la sua cultura. Insomma, la potremmo definire una delle famiglie più amate della televisione. Oggi, 28 ottobre 2019, Alberto è stato ospite del programma Da Noi… a ruota libera su Rai Uno e ha raccontato le incredibili gesta che il nonne, Carlo Angela, compì nel periodo della seconda una guerra mondiale. Un aneddoto che ha commosso i telespettatori e che ha accresciuto ancora di più la stima nei suoi confronti.

alberto angela carlo

Alberto Angela e il racconto del nonno

Carlo Angela, il nonno di Alberto, nella seconda guerra mondiale è tra gli eroi che nel loro piccolo sono riusciti a fare una grande differenza. Numerosi ebrei hanno avuta salva la vita grazie al suo intervento ed è stato proprio il nipote a raccontarlo ai microfoni della Rai.

«Mio nonno è stato una grande figura, molto molto coraggiosa. Non so oggi quanti sarebbero in grado di rischiare quello che ha rischiato per degli ideali… per dei valori, che poi se guardiamo sono valori fondanti di base di qualunque comunità. Io non ho mai conosciuto mio nonno, è mancato prima che io nascessi quando mio papà aveva solo 21 anni. L’ho conosciuto in un modo abbastanza curioso: sapevo che era un professore, ma non conoscevo la sua vita», ha raccontato il giovane Alberto per poi proseguire.

alberto angela carlo


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«Mio nonno ha salvato tanti ebrei»

«Poi è successo questo: lui aveva salvato e protetto degli ebrei nella sua clinica, fra questi c’era una coppia che mio papà ricorda molto bene. Questa coppia salvata ha avuto una figlia che a un certo punto, quando sono mancati tutte e due, ha trovato in un cassetto un rotolino con il diario della loro permanenza in questa clinica e ne ha fatto un libro. Li ho ritrovato mio nonno, la sua descrizione che non conoscevo e soprattutto questo suo volto perché non se ne parlava in famiglia. Credo che sia una cosa tipica di chiunque abbia fatto delle gesta come le sue: non si racconta…è stato fatto e basta perché bisognava farlo».

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