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Alberto Stasi, Garlasco: le dichiarazioni dell’assassino di Chiara Poggi dopo la sentenza

Primo giorno da colpevole per Alberto Stasi, condannato ieri a 16 anni di reclusione per l’omicidio dell’ex fidanzata Chiara Poggi.Dopo 7 anni 4 mesi e 4 giorni, una settimana in carcere, due assoluzioni, e un verdetto della Cassazione, che, inaspettatamente, ribalta ogni pronostico e afferma che “tutto è da rifare”, ieri, 17 dicembre, la Corte d’Assise d’Appello di Milano, trascorse più di 6 ore in camera di consiglio, in riforma alla prima sentenza d’appello che aveva assolto l’imputato, giudica Alberto Stasi “colpevole del reato ascrittogli”, non riconoscendo, però, l’aggravante della crudeltà.

Seduto in prima fila, schermato dal pull di avvocati, camicia bianca e maglione verde, come i suoi occhi freddi, quelli dello sguardo di ghiaccio, che negli anni non ha mai tradito alcuna emozione, l’ex bocconiano è sconvolto. Non riesce ad arrendersi al peso di una presunta giustizia che arriva dopo 7 anni. Non riesce a credere di trovarsi di nuovo al punto di partenza, colpevole, questa volta, in via definitiva. “Sono sconvolto – dichiara- sono sconvolto da questa condanna che non mi aspettavo…. Dall’aula del tribunale, promette “la sfida”: “Vado avanti. Mi devono credere. Non sono stato io a uccidere Chiara“.

Il ragazzo era freddo da sembrare impassibile. Ma forse a paralizzarlo era solo il terrore. Sì, il terrore che arrivasse questo giorno, quello in cui avrebbe dovuto fare i conti con Chiara, con le contraddizioni, con le impronte di sangue, con la camminata, con quel numero di scarpe che coincide con il suo, con i pedali della bicicletta, con i graffi sul braccio….e molto altro. Incassa la condanna Alberto, e, silenzioso, come sempre, senza girarsi verso la schiera di mitra di telecamere e flash dei giornali, lascia l’aula del Tribunale. L’opinione pubblica è ancora spaccata tra innocentisti e colpevolisti.  L’accusa aveva chiesto 30 anni, l’imputato ne prende quasi la metà. Gennaro Cassese, il capitano dei carabinieri che in questi anni ha condotto le indagini sull’omicidio di Garlasco, commenta insoddisfatto: “Sedici anni… Ho visto io cosa è stato fatto a quella ragazza…”. 

 

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