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Alberto Stasi processo alla stalker: parole deliranti e al limite del grottesco in aula

Omicidio Chiara Poggi news, Alberto Stasi parte lesa nel processo a carico di Maria Grazia Montani, la donna imputata per diffamazione e minacce aggravate a carico del ragazzo, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto della fidanzata. L’imputata, accusata di avere scritto frasi minatorie indirizzate a Stasi sulla pagina Facebook ‘Delitto Garlasco: giustizia per Chiara Poggi’ di cui era una delle amministratrici, oggi si è difesa in aula: “Non volevo minacciarlo, io avevo paura di lui. Comunico con Chiara dopo la sua morte”. Su Facebook la donna aveva scritto insulti come “bastardo” e aveva accusato il 34enne di “corruzione di periti e giudici e di vendita di organi umani”. Delirante la sua deposizione al processo: “Comunicavo con Chiara, ho questo dono. E non volevo minacciare Alberto Stasi, scrivevo quello che mi diceva Chiara”. Maria Grazia Montani, sotto processo a Milano per diffamazione e minacce aggravate nei confronti dell’omicida di Chiara Poggi, si è difesa così durante l’interrogatorio in aula oggi, 4 maggio.

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A suo dire sarebbe stata la vittima a dettarle quelle ingiurie da indirizzare a Stasi: “Scrivevo quello che mi diceva Chiara, con cui comunicavo anche dopo la sua morte perché ho questo dono fin da bambina”. La donna ha 51 anni, e afferma di “parlare quotidianamente” con la ragazza uccisa nel 2007 e di inviare sms con i suoi messaggi alla madre della giovane. Secondo il suo racconto, sarebbe stata proprio la 26enne uccisa nella sua casa di Garlasco a dirle di leggere alcuni “articoli di giornale” riguardando il delitto. Chiara “mi parlava anche nel sogno e alcune volte mi svegliavo urlando“.

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Stasi la accusa di averlo pedinato e fotografato durante un incontro con lui avuto a Milano nel parcheggio della stazione Famagosta, nel settembre 2013. “Mi trovavo lì perché in quel periodo, tre volte alla settimana, andavo a casa di mio padre a fare le pulizie. Quel giorno è stata Chiara a dirmi che Stasi si trovava in auto”, si è giustificata.  Stasi ha anche raccontato che l’imputata lo avrebbe accusato di fare “festini a sfondo omosessuale e gay” e “che assumevo sostanze stupefacenti”.

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