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Alda Merini moriva dieci anni fa: le frasi sue più belle

Il 1° novembre di 10 anni fa, a 78 anni, moriva Alda Merini, tra le più grandi poetesse italiane, straordinaria scrittrice del Novecento. Nata a Milano il 21 marzo 1931, Alda Merini ha cominciato a comporre le prime liriche a soli 16 anni. Ad accorgersi del suo immenso talento Giacinto Spagnoletti, che aveva ricevuto quelle carte da Angelo Romanò. Nonostante questa felice “coincidenza”, Alda Merini ha vissuto un’esistenza dolorosa, piena di affanni: nel 1947 il primo breve internato nella clinica Villa Turro, a cui è seguito quello più lungo all’Ospedale Psichiatrico “Paolo Pini”, dove è rimasta dal 1964 al 1972.

Alda Merini, straordinaria poetessa del Novecento

La prima raccolta di poesie di Alda Merini si intitola La presenza di Orfeo, pubblicata nel 1953. Tra le altre opere importanti: La Terra Santa (che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montale’ per la Poesia), Testamento, Vuoto d’amore, Ballate non pagate, Superba è la notte, L’anima innamorata, Corpo d’amore, Un incontro con Gesù. Nel 1996 la proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise; nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia. È deceduta il 1° novembre a causa di un tumore osseo all’Ospedale San Paolo (Milano) di Milano. La poetessa è stata tumulata al Cimitero Monumentale del capoluogo lombardo, nella Cripta del Famedio. Vogliamo ricordare Alda Merini con alcune delle sue frasi e citazioni più famose.

Le frasi sue già belle

  • «Non mettermi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto. Chiudo gli occhi, mi scosto un passo. Sono altro. Sono altrove.»
  • «C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l’età. Quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare.»
  • «Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni». 
  • «Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro».
  • «La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia».
  • «La cosa più superba è la notte quando cadono gli ultimi spaventi e l’anima si getta all’avventura». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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