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Alessandro Borghi, Suburra e La Narcotici 2: intervista esclusiva

In Suburra, film molto attuale che va a far emergere i meccanismi che stanno anche all’interno dell’inchiesta Mafia Capitale, Alessandro Borghi interpreta Numero 8, un capo criminale di Ostia fidanzato con Viola (Greta Scarano), ne La Narcotici 2, invece, l’attore intervistato da Urbanpost, tornerà ad essere protagonista dopo aver interpretato Carlo nella prima serie. Ecco cosa ci ha detto … .

Suburra, mai film potrebbe essere più attuale. Come ti senti a far parte del cast scelto da Sollima? Stefano Sollima è un maestro, e ancor prima una grande persona, che riesce come pochi altri ad eliminare quella distanza che spesso si crea tra attore e regista, trova sempre il modo giusto per farti capire dove vuole arrivare e come arrivarci. Abbiamo lavorato molto, con il freddo, la pioggia, di notte…ma quando si ha la fortuna di prendere parte ad un progetto come questo tutto prende un senso diverso, ogni giorno diventa un occasione per imparare qualcosa di nuovo, quasi non vorresti più andare via dal set. Tutti abbiamo lavorato al servizio di tutti, una grande squadra, per un meraviglioso progetto. Non smetterò mai di ringraziarlo.

Come si sono vissute, sul set, le notizie riguardanti la cupola romana? In realtà, quasi non se ne è parlato. Un po’ perché eravamo tutti molto concentrati sul film ( quando è scoppiato il caso “mafia capitale” eravamo alle ultime settimane di riprese), un po’ perché, molto sinceramente, nessuno di noi è rimasto particolarmente colpito dalla notizia. Chi vive a Roma, e chi la vive davvero, conosce i meccanismi che regolano questa città, e non solo. La cosa davvero incredibile è che noi stavamo raccontando una storia puramente inventata, frutto della mente di Bonini e De Cataldo, che in un istante è divenuta realtà. Se qualcuno non sapeva, o faceva finta di non sapere, ora , dopo SUBURRA, tutto diverrà più chiaro.

Nel tuo curriculum leggo che hai lavorato a numerosi progetti televisivi e non. Quale esperienza ti è piaciuta di più e perché? Quale, invece, pensi ti abbia arricchito maggiormente? Indubbiamente “Suburra” è il progetto che mi ha dato di più e che più mi rimarrà nel cuore, per molti motivi, ma credo, e lo dico sinceramente, che ogni volta che ho avuto la fortuna di andare su un set ho portato via qualcosa di importante. Ho partecipato a molti cortometraggi e a molti progetti televisivi dove comunque c’era dietro un lavoro meticoloso da parte di tutti. Se devo citarne uno credo che “La Narcotici 2“, che andrà in onda tra poco, sia il progetto televisivo che mi ha lasciato di più, e anche lì c’era un grande regista, Michele Soavi. Questo per dire che assolutamente, andando avanti negli anni, un attore deve iniziare a capire qual è la strada che vuole seguire, ma che molto spesso anche da situazioni che apparentemente sembrano meno interessanti e dalle quali magari pensiamo di non poter prendere nulla di importante, beh, ecco, spesso possiamo usarle per capire meglio i meccanismi che muovono questo mondo meraviglioso, ma soprattutto noi stessi.

Come sei giunto a lavorare con importanti registi del panorama italiano? Quali studi hai fatto? Quale scuola hai frequentato? Ho iniziato prima di tutto a lavorare sulla dizione, perché credo che ogni attore debba mantenere intatta la sua identità ma allo stesso modo avere la possibilità di potersi rapportare con tutti i tipi di pubblico, poi ho frequentato per tre anni la scuola di Jenny Tamburi, a Roma. Ho dei ricordi meravigliosi, c’era davvero molta voglia di fare, di mettersi alla prova e alcuni insegnanti mi hanno davvero aperto la mente e dato gli strumenti che ancora oggi sono una parte fondamentale del mio bagaglio professionale. Feci questa scelta perché avevo già in mente quello che volevo fare e avevo bisogno di una scuola dove da subito c’era un contatto diretto con la macchina da presa. Li ho trovato quello di cui avevo bisogno. Poi negli anni ho preso parte a numerosi stage e in particolare ricordo  quello con Doris Hicks e quello di Andrea Costantini.

Che consigli ti sentiresti di dare i giovani che vogliono intraprendere  la carriera d’attore ? Di essere sinceri con se stessi, capire se si può e se si vuole vivere di questo, se si ha il coraggio di mettersi alla prova sempre, ogni giorno , e a quel punto crederci fino in fondo, perché i momenti, le soddisfazioni e la felicità che può regalarti tutto questo, non li cambierei con nessuna altra cosa al mondo.

 

Mafia Capitale

 

alessandro borghi intervista

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