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Alessio Sakara prima di “Tu Si Que Vales”: «Dormivo in palestra, una volta mi rapinarono»

Artista marziale misto e oggi conduttore di Tu Si Que Vales, Alessio Sakara fa parte dell’assortita terna del sabato sera di Canale 5, insieme a Belen Rodriguez e Martin Castrogiovanni. Un ruolo che ha dato allo sportivo la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico, ma ciò nonostante sono ancora in molti a non conoscere il passato del campione. Classe 1981, Alessio – originario di Pomezia – come tutti i bambini si avvicina al mondo del calcio all’età di cinque anni, ma è dopo una delusione che decide di cambiare sport.

alessio sakara tu si que vales

Alessio Sakara, dalle delusioni a “Tu Si Que Vales”

«A Pomezia da piccolo giocavo a pallone, – ha raccontato in passato a La Gazzetta dello Sportcentrocampista o attaccante, ed ero bravo. Fisicamente ero più dotato degli altri, il mister mi diceva: “Quando arriva la palla girati e tira, una su dieci dentro entra”. Ero capocannoniere delle giovanili, ho fatto provini al Parma e alla Lazio. Qui ero insieme a un ragazzino che aveva il padre direttore di una banca famosa ma correva che pareva c’avesse la tallonite: partitella con la Lodigiani, io faccio gol, ma prendono lui. Lì ho capito che il calcio non faceva per me». È allora che Sakara volta pagina grazie ad un ‘colpo di fulmine’.

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«Me ne andai in Brasile, poi i soldi finirono e dormivo in palestra»

«Nel 1999 rimasi folgorato da una videocassetta dell’UFC (Ultimate Fighting Championship, un’organizzazione di arti marziali miste statunitense, ndr) – racconterà Alessio a La Gazzetta.itMi innamorai, quello sport era più completo della boxe, volevo farlo ma in Italia non lo insegnava nessuno. Così me ne andai in Brasile, per imparare il Ju-Jitsu. Ero fortunato, – ha confessato – il cambio era favorevole: partii con 3.000 euro e ci feci quasi un anno, vivendo alla brasiliana e non da turista. Poi i soldi finirono e dormivo in palestra: mi allenavo, poi bastava che la tenevo pulita e mi permettevano di starci. Era bello, imparai subito la lingua, non mi serviva nient’altro: palestra, amici, spiaggia. E già guadagnavo qualcosa combattendo. Anzi, pensi che proprio alla fine del mio match più ricco mi rapinarono…». Non sono mancate dunque le difficoltà, ma pian piano la fama e il successo hanno bussato a quella porta e oggi, Sakara, ha avuto il suo grande riscatto.

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