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Alex Montresors trapianto, parla il medico: «È stato bravo, un bambino delizioso. Ci ha commossi tutti!»

La storia di Alex Montresors, il bambino di 22 mesi, affetto dalla linfoistiocitosi emofagocitica (Hlh), una malattia molto rara, ha commosso l’Italia intera. Era arrivato dall’Inghilterra lo scorso novembre, «più morto che vivo»; poi l’intervento difficile all’ospedale Bambin Gesù di Roma. L’operazione molto delicata, avvenuta lo scorso 20 dicembre, era l’unica speranza di guarigione per Alex, che si è dovuto sottoporre al trapianto di midollo donatogli dal papà che era compatibile. Proprio questi nel corso della conferenza stampa ha parlato delle attuali condizioni di salute del figlio: «Devo ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato e in particolare i tantissimi giovani che si sono messi in fila per donare il midollo osseo decidendo di dare una speranza a noi e a tanti malati che, come il nostro piccolo, aspettano il trapianto!».

«Sarebbe bello un mondo in cui tutte le persone malate trovino più di un donatore!»

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il medico che ha operato Alex Montresors, Franco Locatelli, che ha affermato: «Sarebbe bello un mondo in cui tutte le persone malate trovino più di un donatore. Forse la nostra famiglia ha dato un piccolo contributo ad aumentare la cultura della donazione del midollo osseo facendo capire che non è invasiva e non mette in pericolo». Il professor Franco Locatelli, che è il direttore del reparto di Onco-Ematologia dell’Ospedale Bambin Gesù, al quotidiano “Il Messaggero” ha spiegato quanto sia stata importante la ricerca per salvare il piccolo come pure l’utilizzo di un farmaco sperimentale, che non è stato ancora approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali: «Se fosse accaduto anni fa, sarebbe finita meno bene, con molte probabilità, perché avremmo dovuto ricorrere a trattamenti chemioterapici o pesantemente immunosoppressivi. Invece, il trattamento con questo nuovo farmaco permette di bloccare selettivamente quella molecola che è alla base dei segni dei sintomi della malattia. È di fatto una trasfusione che dura circa due ore!».

«È un bambino delizioso, intelligente … Eh si, ci siamo commossi!»

L’intervento al piccolo Alex ha scosso emotivamente gli stessi medici, come ha raccontato il dottor Franco Locatelli, che ha raccontato quanto sia stato significativo il supporto dei genitori del bambino che non si sono mai persi d’animo: «Alex era in una camera isolata, assistito sempre da uno dei genitori a cui va un grande ringraziamento per la positività e la serenità. È stato bravo, un gran bambino, e stava bene. È un bambino delizioso, intelligente … Eh si, ci siamo commossi!». Altrettanto toccanti le parole del padre del piccolo affidate a Il Corriere della Sera, che ancora non ha realizzato pienamente quanto accaduto. Il papà, consapevole delle «tante salite ancora da affrontare», ha raccontato cosa farà il bimbo tra qualche anno: «Io credo che Alessandro, quando sarà grande, farà il medico. In questi mesi trascorsi in ospedale ha preso confidenza con molti strumenti. Il suo preferito è lo stetoscopio, gli piace giocarci, se lo appoggia sul petto, sulle spalle». Al momento gli basta davvero poco per essere felice: una macchinina, il bacio dei suoi, un sorriso. Una storia a lieto fine.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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