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Alex Schwazer, doping: i Nas confermano “nessun valore fuori dalla norma”

La sentenza sulla positività di Alex Schwazer ha bloccato la partecipazione dell’atleta azzurro alle Olimpiadi di Rio 2016. Sono però molti gli elementi sospetti sul comportamento dei vertici olimpici sul caso dell’altoatesino. L’ultimo capitolo della storia arriva da Roma e più precisamente dall’Ospedale San Giovanni Addolorata. I Nas hanno sequestrato i campioni volontari del marciatore durante il periodo di allenamento nella capitale.

Gli esami fatti sul sangue sono una trentina e sono relativi al periodo che va da aprile 2015 al giugno 2016. Nei test sono stati monitorati i valori ematici principali ed i valori ormonali. L’insieme delle due costituisce lo scheletro delle informazioni per il passaporto biologico. Ebbene stando allo studio dei Nas, le analisi sarebbero negative ed i valori totalmente nella norma. Alla spy story si aggiunge quindi un capitolo, il Tas non ha minimamente preso in considerazione questi esami, condannando il marciatore a otto anni di squalifica.

Ci fosse stato un uso di steroidi anabolizzanti in microdosi – queste le parole del dott. Benedetto Ronci, responsabile del reparto di ematologia del San Giovanni, a La Repubblicace ne saremmo accorti. Anche in piccole quantità gli anabolizzanti androgini provocano un aumento non fisiologico dell’ematocrito. Condizione che non si è verificata in tutti i mesi durante i quali abbiamo effettuato i test“. Dubbi di una scelta pilotata di mezza estate. Ma la domanda che gli italiani si pongono da qualche settimana rimane, Schwazer è pulito? E nel caso lo fosse, perché è stato squalificato? Cosa c’è dietro alla decisione del Tas?

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