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Chi è Alexei Navalny, l’oppositore di Putin arrestato oggi a Mosca

Mentre migliaia di persone manifestavano in piazza a Mosca e a San Pietroburgo per denunciare la corruzione del governo Medvedev, uno dei leader dell’opposizione, Alexei Navalny veniva arrestato proprio nel cuore della capitale russa. Con lui almeno altre cento persone venivano fermate nei diversi cortei non autorizzati in corso a Mosca. Le manifestazioni odierne, nonostante gli arresti, si sono svolte però senza gravi incidenti, come riportano alcuni corrispondenti internazionali.

Alexei Navalny è stato arrestato appena ha raggiunto uno dei cortei che stavano partendo nel centro di Mosca. La Polizia l’ha caricato su un autobus che è stato subito circondato dai manifestanti, come ha riportato Shaun Walker, corrispondente di The Guardian, nel video che riportiamo in questa pagina. Per diversi minuti i manifestanti hanno cercato di liberarlo, bloccando l’autobus. Ci sono stati anche alcuni isolati scontri con la polizia in tenuta antisommossa, mentre i manifestanti gridavano “Vergogna!” e “la Russia sarà libera!”

Pochi minuti dopo l’arresto era lo stesso Navalny a rassicurare i suoi sostenitori con un messaggio in cui affermava di stare rispondendo alle domande dei poliziotti e di stare bene. Mentre scriviamo non è ancora chiaro se il leader degli oppositori sia stato liberato o meno.

Chi è Alexei Navalny

Alexei Navalny, 40 anni, dal 2013, è uno dei leader delle proteste contro la corruzione dilagante negli ambienti governativi e imprenditoriali russi. Avvocato e blogger, da alcuni anni si sta accreditando come il possibile sfidante di Putin alle elezioni presidenziali del 2018. Nel 2013 partecipò al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Mosca, perdendo contro Sergey Sobyanin, ma ottenendo il 27,24% dei voti.

Lo scorso mese di febbraio Alexei Navalny è stato condannato per appropriazione indebita da un tribunale di Kirov. Secondo Navalny, che era già stato processato per queste accuse nel 2013, si tratta di una sentenza politica, per impedirgli di partecipare alle elezioni presidenziali del 2018. Il 40enne leader degli oppositori a Putin si era rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro una prima sentenza di condanna. La corte aveva imposto il rifacimento del processo, arrivato a sentenza lo scorso febbraio.

Foto: Evgeny Feldman / Novaya Gazeta (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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