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Alfred Hitchcock: nasceva oggi il maestro del brivido

Il 13 agosto 1899 a Leytonstone, quartiere nord-orientale di Londra, nasceva il maestro del brivido: Alfred Hitchcock. Tra le figure più significative della storia del cinema, Hitchcock ha diretto oltre 50 pellicole, considerate oggi capolavori della settima arte. Tra i suoi film più famosi: Il pensionante, Rebecca la prima moglie, Delitto per delitto, Il sospetto, Io ti salverò, La donna che visse due volte, Psyco, Nodo alla gola, Intrigo internazionale, Il delitto perfetto e Marnie. Anticipatore del genere thriller, così come lo conosciamo noi, Hitchcock non ha però mai vinto l’Oscar. Unico neo di una carriera costellata di successi (raccontata nel libro Il cinema secondo Hitchcock (1966) di François Truffaut, altro mostro sacro del cinema). Hitchcock ha saputo sperimentare come nessuno: dalla tecnica del macGuffin al pathos, dal cameo all’uso del 3DScopriamo insieme alcune curiosità del regista inglese, ma naturalizzato americano, più acclamato di tutti i tempi.

Nel 1920 entra nel mondo del cinema: Hitchcock viene assunto nella sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios, la futura Paramount Pictures. Il lavoro non è un granché: disegna i titoli e le didascalie dei film muti prodotti dallo Studio. Tuttavia Hitchcock ne è contento. È un lavoro che riesce a fare di notte e che può accompagnare all’occupazione che gli dà da mangiare: l’impiego alla Henley Telegraph & Cable Company, una fabbrica di cablature elettriche, fili telegrafici e materiale bellico. Grazie a quei 15 scellini a settimana Hitchcock vive tranquillo. La svolta arriva nel ’23: Hitchcock trova lavoro alla Gainsborough Pictures, dove svolge le mansioni di sceneggiatore, assistente alla regia, scenografo e montatore. Si può considerare il suo primo film Il pensionante (1927), difatti le tre pellicole precedenti Number 13, Il labirinto delle passioni e L’aquila della montagna sono andate perdute. Da lì in avanti saranno soltanto soddisfazioni.

La carriera cinematografica del regista, come molti sanno, si divide in due parti: il periodo inglese e quello americano, considerato da questi il punto più alto della sua attività. Nel 1956 Hitchcock gira nuovamente L’uomo che sapeva troppo, remake della sua prima spy story del ’34. A far da padrone nei suoi film è la suspense. Hitchcock la preferisce di gran lunga all’effetto sorpresa. Tra i temi più volte affrontati certamente la psicanalisi come nel film Io ti salverò (la sequenza onirica fu disegnata dal maestro surrealista Salvator Dalì) o in Marnie, la cui protagonista Tippi Hedren – la stessa del più famoso film Uccelli – ha accusato Hitchcock di molestie sessuali. Gli attori preferiti del regista inglese si trovano assieme nel film Caccia al ladro: Grace Kelly e Cary Grant. Quest’ultimo, grande amico di Hitchcock, è stato anche protagonista di Intrigo Internazionale, campione di incassi. Il Monte Rushmore, ambientazione della scena finale, è stato completamente ricostruito nei teatri di posa. Le autorità negarono, infatti, ad Hitchcock il permesso di girare scene violente nel tempio dei presidenti d’America. L’idea poi di Cary Grant nascosto nel naso di Lincoln fu assolutamente vietata.

L’ossessione del regista per la polizia, da cui deriva il terrore di essere accusato e arrestato ingiustamente, fa capo ad un episodio dell’infanzia. E lo ha raccontato a Truffaut lo stesso Hitchcock: «Avevo forse quattro o cinque anni … Mio padre mi mandò al commissariato di polizia con una lettera. Il commissario la lesse e mi rinchiuse in una cella per cinque o dieci minuti dicendomi: “Ecco che cosa si fa ai bambini cattivi!”». L’altro punto fisso di Hitchcock è il voyeurismo, come è evidente nel capolavoro La finestra sul cortile, dove il regista ricostruisce un teatro immaginario di vite ed esperienze da spiare col binocolo. Siamo tutti dei gran «guardoni»? A quanto pare per Hitch – come erano solito chiamarlo gli amici – sì. I suoi film si ispirano spesso a fatti di cronaca: si veda ad esempio Nodo alla gola, tratto dalla vicenda di due studenti omosessuali che avevano ucciso un bambino per poi chiuderlo in un baule dopo aver letto Nietzsche e la teoria del SuperUomo. Il film (da camera) è ricordato soprattutto perché girato come un unico apparente piano sequenza.

Psyco, il film forse più noto di Hitchcock, è stato realizzato in bianco e nero, nonostante l’avvento del colore. Una scelta del regista per rendere più veritiera la scena della doccia. Janet Leigh, l’attrice protagonista, ha ricevuto nei 35 anni successivi al film continue minacce di morte, che affermavano che Marion Crane meritava di morire nel modo descritto dal film. L’FBI non hai mai rintracciato i responsabili. La donna, tra l’altro, è rimasta talmente tanto traumatizzata da evitare di fare la doccia con la tenda chiusa. Sempre a Psyco è legata un’altra curiosità: Hitchcock era fissato con i bagni e a lungo ha dovuto lottare con la censura proprio perché il wc comparisse sul grande schermo. La realizzazione e il backstage di Psyco sono state raccontate nel film Hitchcock (2012) diretto da Sacha Gervasi. In quest’ultimo viene posta particolare attenzione anche sul suo rapporto personale e lavorativo di Hitch con la moglie Alma RevilleTic, manie e ossessioni, e poi tanti film, donne e omicidi. E ancora il cibo, la tv e i libri da leggere. Questo e molto altro è stato sir Alfred Hitchcock. 

 

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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